Escursionisti colpiti da scariche di sassi, feriti sull’Agner e sui Cadini di Misurina

Escursionisti colpiti da scariche di sassi, feriti sull’Agner e sui Cadini di Misurina

Scariche di sassi, il bilancio è di due feriti in montagna. È successo ieri (domenica 26 giugno) in due occasioni diverse.

La prima sulla parete nord dell’Agner, a Taibon Agordino. Un alpinista ha chiamato i soccorsi, perché la sua compagna di cordata era stata colpita da una scarica di sassi caduta dall’alto. I due rocciatori, difficilmente visibili perché indossavano abbigliamento scuro e si trovavano incassati in un camino, sono stati individuati dall’equipaggio dell’elicottero del Suem sull’ultimo terzo della via Jori, che stavano scalando. Sbarcato con un verricello di 60 metri, il tecnico di elisoccorso ha recuperato la donna, (37 anni, della provincia di Padova), che aveva riportato un probabile trauma al ginocchio e non riusciva più a muoverlo. L’infortunata è stata trasportata all’ospedale di Agordo.

Poco dopo, attorno alle 14.20, la Centrale del 118 è stata attivata da una persona che, dalla Forcella del Diavolo sui Cadini di Misurina, ad Auronzo, aveva sentito delle grida provenire più in basso, dove un escursionista era stato colpito alla testa da un sasso e dove non c’era copertura telefonica per lanciare l’allarme. Arrivato sul posto, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato equipe medica e tecnico di elisoccorso, che hanno subito prestato le prime cure all’infortunato, un ragazzo di 22 anni di Bagnacavallo (Ravenna), che si trovava in compagnia nel tratto attrezzato del sentiero, tra le due scalette, al momento dell’incidente. Imbarellato, il ragazzo è stato recuperato portato all’ospedale di Belluno.

Poco prima dell’una, su richiesta dei carabinieri, era stato allertato il Soccorso alpino di Belluno, dopo che una ragazza non si era presentata a San Liberale dove era attesa. Fortunatamente poco dopo la 29enne di Belluno è stata rintracciata e la squadra è rientrata.

Infine, attorno alle 18.30 l’elicottero del Suem è volato sulla Croda Marcora (a San Vito di Cadore), dove due escursionisti australiani di 22 e 53 anni, padre e figlio, erano bloccati in mezzo ai mughi, sopra salti di roccia, distanti da qualsiasi sentiero. Partiti dal Passo Tre Croci, dovevano essere passati dal sentiero sotto Punta Nera e aver fatto parte della Cengia del Banco, per poi abbandonarla probabilmente vedendo il paese a valle. Erano quindi scesi parecchio, fermandosi per fortuna prima di una parete verticale. I due escursionisti sono stati individuati e recuperati dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 20 metri. Trasportati in piazzola, sono stati affidati al Soccorso alpino di San Vito, che li ha riaccompagnati al Tre Croci.

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