Le bollette tornano a correre. E per le imprese bellunesi il conto è pesante: a luglio una metalmeccanica pagherà il 10,3% in più rispetto a giugno, una azienda del legno +10%, un salone di acconciatura +8,7%. Allargando lo sguardo al periodo aprile–luglio, l’aumento medio oscilla tra il 15 e il 20%. Numeri che fotografano una situazione sempre più difficile, aggravata dalle tensioni internazionali e dal blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del GNL mondiale.
Per capire quanto la tempesta energetica stia colpendo le imprese, il CAEM – Consorzio Acquisti Energia & Multiutility, a cui Confartigianato Imprese Belluno aderisce, ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh. Il quadro è tutt’altro che rassicurante. Ma almeno una buona notizia c’è: nel 2025, grazie alla negoziazione delle tariffe, il Consorzio ha permesso alle aziende italiane consorziate un risparmio complessivo di 5,4 milioni di euro, pari a circa 800 euro per impresa.
«Nel 2025 le 102 imprese bellunesi aderenti al Consorzio hanno risparmiato complessivamente più di 80 mila euro», evidenzia la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. «In pratica sono stati ridotti i costi della bolletta annuale dell’8% rispetto ai valori medi del mercato, e del 15% rispetto al costo della materia prima». Un risultato importante, ma che non basta a compensare gli aumenti continui.
Il Governo sta lavorando a misure di contenimento, ma per Confartigianato serve molto di più. «Serve una strategia di ampio respiro», insiste Scarzanella. «Nell’immediato è necessario un intervento emergenziale per ridurre le tariffe elettriche. E poi bisogna superare il sistema del prezzo marginale, che fa pagare a tutti l’energia al costo della centrale più onerosa, cioè quella a gas». La proposta è chiara: definire il prezzo sulla base di una media ponderata tra le diverse centrali che offrono energia in borsa. «Non è giusto pagare il prezzo del sistema più costoso. Accanto a questo, bisogna spingere al massimo su rinnovabili ed efficientamento energetico».
Confartigianato Belluno, nel frattempo, ha scelto di muoversi anche sul fronte dell’autoproduzione. Nel 2025 è diventata socio promotore dell’associazione A‑Certa, la Comunità Energetica Rinnovabile nata nel mondo Confartigianato per favorire la produzione e il consumo di energia fotovoltaica, intercettando incentivi e riducendo la dipendenza dal mercato.
«Auspichiamo che una parte significativa dei 14 miliardi richiesti all’Europa per lo scostamento di bilancio fino al 2028 venga destinata a sostenere aziende e famiglie nell’autoproduzione», conclude Scarzanella. «Lo abbiamo visto con i contributi PNRR: molte piccole imprese e molte famiglie hanno installato impianti fotovoltaici per ridurre i costi e contribuire alla sostenibilità. Dobbiamo diventare quanto più autonomi possibile, non solo con grandi impianti, ma con la forza di migliaia di piccoli tetti che producono energia».





