Energia rinnovabile per il welfare: il modello solidale della CER Monte Pizzocco

Energia rinnovabile per il welfare: il modello solidale della CER Monte Pizzocco

Produrre energia pulita per sostenere direttamente la spesa sociale dei Comuni di montagna. La Comunità Energetica Rinnovabile “Monte Pizzocco” ha scelto un modello innovativo che lega la transizione ecologica al welfare territoriale, rompendo gli schemi tradizionali delle CER. La scelta è chiara e radicale: il 100% degli incentivi statali legati all’energia condivisa non viene redistribuito ai singoli soci, né trattato come un beneficio economico individuale. Tutte le risorse vengono invece trasferite ai Comuni dell’area di riferimento, con l’obbligo di destinarle esclusivamente a servizi sociali: assistenza agli anziani, sostegno alle famiglie in difficoltà, supporto scolastico e servizi per le persone con disabilità.

Un’impostazione che distingue nettamente la CER Monte Pizzocco dalle comunità energetiche tradizionali. Come spiega il presidente Michele Argenta, «per i soci consumatori la partecipazione alla CER non genera incentivi economici diretti nella sfera personale o nelle bollette. Il valore dell’adesione risiede nel contributo che viene dato al sistema collettivo e, di riflesso, ai servizi sociali del territorio». Ogni chilowattora prodotto e condiviso diventa così una risorsa che rafforza la coesione sociale e contribuisce a contrastare lo spopolamento delle aree montane, trasformando l’energia rinnovabile in uno strumento di sviluppo locale.

Attiva ufficialmente e iscritta al GSE dal 1° settembre 2024, la CER Monte Pizzocco ha già chiuso il primo bilancio di avviamento. I numeri dimostrano che il modello funziona: l’autoconsumo collettivo ha generato oltre 5.600 euro di incentivi. Detraendo le spese di gestione, l’assemblea ha deliberato di destinare 4.000 euro netti al fondo per i “progetti speciali”.

Le risorse sono state ripartite tra i Comuni sottesi alla cabina primaria di riferimento — San Gregorio nelle Alpi, Sospirolo, Borgo Valbelluna, Santa Giustina e Sedico — con il vincolo stringente di utilizzarle esclusivamente per interventi in ambito sociale. Per Enrico Lanciano, vicesindaco di San Gregorio nelle Alpi, Comune promotore dell’iniziativa, «ricevere i primi incentivi è una vittoria per tutta la comunità. È la dimostrazione concreta che investire nelle rinnovabili significa anche investire nel territorio e nelle fasce della popolazione più vulnerabili».

La risposta del territorio è stata positiva fin da subito. Attualmente la CER conta 94 contatori (POD) iscritti, di cui 71 già validati dal GSE e attivi nel sistema di incentivazione nazionale. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di aumentare il numero di produttori locali, trasformando i consumatori in “prosumer” e riducendo la dipendenza energetica del territorio montano. In un contesto segnato da fragilità demografiche e difficoltà nel mantenimento dei servizi, l’esperienza della CER Monte Pizzocco propone una strada alternativa: una transizione energetica non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche equa e solidale dal punto di vista sociale. Un modello che potrebbe diventare un riferimento per molte altre realtà montane italiane.

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