Niente passerelle da copertina, ma tanta sostanza. Al Teatro Dino Buzzati di Belluno è andata in scena la Cerimonia delle Benemerenze Sportive 2023 del Coni Veneto. Cinquantaquattro volti dello sport regionale — alcuni noti, altri meno — sono stati premiati per il loro impegno, la passione e i risultati conquistati. Una festa dello sport vero, quello che nasce sul campo, in palestra, tra sacrifici e sogni. A fare gli onori di casa il sindaco Oscar De Pellegrin, medaglia d’oro paralimpica e già benemerito, affiancato dal presidente nazionale del Coni Luciano Buonfiglio e dal presidente veneto Dino Ponchio, che ha guidato la cerimonia con parole chiare e forti: «Non chiamateli premi. Sono riconoscimenti a chi ha dato tutto per lo sport».
Ponchio ha snocciolato numeri che raccontano la forza del movimento veneto: 650 mila tesserati, 12 mila società, 160 mila addetti ai lavori. «Solo lo 0,4% lo fa per mestiere. Il resto è passione pura» ha detto. E ha ricordato il milione e 200 mila euro distribuito alle società.
Buonfiglio ha rilanciato: «Non parliamo più di atleti olimpici o paralimpici. Sono atleti, punto. Questa è vera inclusione». E ha proposto di premiare anche le famiglie: «Oggi fare sport è difficile e costoso. Senza il supporto di casa, molti giovani non ce la farebbero». Il presidente nazionale ha parlato anche dei Giochi Olimpici invernali: «Stiamo lavorando bene, nonostante qualche infortunio. Gli staff sono al massimo. Giocare in casa non è semplice, ma se sapremo esprimere le nostre potenzialità sarà un’Olimpiade di successo, inclusiva, rispettosa dei territori, capace di lasciare un’eredità concreta. Quando l’Italia si mette in gioco, fa sempre bella figura. E questa volta non sarà da meno».





