Diritti e lavoro, giornalisti in piazza per l’equo compenso

Diritti e lavoro, giornalisti in piazza per l’equo compenso

In piazza Bra a Verona per rivendicare dignità, lavoro e libertà e chiedere al Governo atti concreti per dare un futuro all’informazione. Con il presidio di fronte al municipio, il Sindacato giornalisti Veneto ha aderito (ieri, 1° giugno) alla giornata di lotta nazionale organizzata dalla Fsni, convocando una seduta straordinaria del consiglio direttivo regionale. Una delegazione ristretta è stata ricevuta dal prefetto Donato Cafagna.

Ad accogliere i giornalisti, guidati dalla segretaria Sgv, Monica Andolfatto e dal presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti, sono stati il sindaco Federico Sboarina e il presidente della Provincia, Manuel Scalzotto. Alla manifestazione, che ha registrato il sostegno e la partecipazione dell’Ordine e Articolo 21 Veneto, sono intervenuti anche il segretario generale della Cgil Veneto, Christian Ferrari, la componente della segreteria veneta della Cisl, Cinzia Bonan, e il referente Uil di Verona, Stefano Gottardi, insieme ai parlamentari Nicola Pellicani (Pd), Vito Comencini (Lega) e Massimo Ferro (FI).

«Siamo qui – hanno detto Andolfatto e Giulietti – per sensibilizzare istituzione e cittadini sull’emergenza che sta vivendo il settore travolto dall’emorragia occupazionale, dal dilagare del precariato selvaggio con cronisti pagati pochi euro a pezzo, ai finti contratti di lavoro autonomo, alle querele bavaglio. Gli editori non investono e ricorrono di continuo a stati di crisi scaricati sulla categoria, sull’Inpgi, il nostro istituto di previdenza che sta rischiando il tracollo. Siamo stati considerati un servizio essenziale, abbiamo garantito la cronaca durante il Covid, alcuni di noi sono stati contagiati, l’informazione è ritenuta infrastruttura fondamentale per la democrazia: è tempo che il Governo dimostri nei fatti che la stampa è centrale perché l’informazione non può essere libera e di qualità senza tutele retributive, previdenziali, legislative contro le querele bavaglio, le minacce e le aggressioni».

I tre parlamentari si sono ripromessi di giocare in squadra a Montecitorio per fare pressing al fine di inserire nel Pnrr interventi a favore dei giornalisti e di sbloccare le leggi su equo compenso, abolizione cococo, ampliamento della platea Inpgi, contro le querele temerarie e per abolire il carcere per la diffamazione.

Dai confederali, l’assicurazione di farsi interpreti di «una vertenza che coinvolge tutti da vicino, il lavoro insieme all’informazione devono essere centrali e la domanda cui rispondere è che Paese vogliamo costruire ora».

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