Dario Scopel riconfermato alla guida di Forza Italia: sbocco a Nord tra le priorità

Dario Scopel riconfermato alla guida di Forza Italia: sbocco a Nord tra le priorità

Si è tenuto ieri (13 gennaio) a Belluno il congresso provinciale elettivo di Forza Italia. 

Alla guida del partito è stato riconfermato Dario Scopel, attuale sindaco di Seren del Grappa. Accanto a lui, a formare il consiglio direttivo, sono stati eletti Alessio Zanella, Leonardo Colle, Lorenzo Bortoluzzi, Incoronata Daloiso, Samuele Canton, Isaac Dall’Asen, Matteo Toscani, Orazio Da Rold, Alberto Peterle e Rita Dal Borgo. Eletti anche i tre delegati per il congresso nazionale: Tiziana Martire, Michele De Bacco, Matteo Toscani. 

«È una squadra coesa e motivata, che può vantare al proprio interno alcune significative esperienze amministrative e politiche unite alla forza di alcuni delegati più giovani», sottolinea il coordinatore provinciale azzurro. «Le sfide che attendono il nostro territorio nei prossimi anni sono molte e di grande significato; un periodo cruciale ricco di opportunità che non possiamo sprecare. Per questo ci muoveremo lungo alcuni filoni tematici, contando anche sull’appoggio del partito che, tanto a livello nazionale, quanto regionale – in particolare con l’intensa attività del coordinatore Flavio Tosi – è impegnato in una profonda analisi per il rilancio e lo sviluppo dei territori».

Scopel entra poi nello specifico di alcuni dei temi-cardine dell’agenda politica già dei prossimi mesi e degli anni a venire.

«Viviamo una realtà caratterizzata dall’emergenza sociale legata allo spopolamento; il Bellunese è la quinta provincia d’Italia per decremento demografico negli ultimi anni; una classifica molto triste, che ci vede dietro soltanto a Enna, Medio Campidano, Messina e Nuoro. Un trend che penalizza soprattutto le aree di montagna e che porta con sé una scia di conseguenze fortemente preoccupanti, come la perdita di presidi fondamentali contro il dissesto idrogeologico e a favore della tutela del territorio; la chiusura di servizi fondamentali (già adesso diversi Comuni non hanno né un negozio di alimentari, né uno sportello bancomat, né uno sportello postale); la carenza di manodopera e personale qualificato con possibili gravi conseguenze anche sul piano degli insediamenti produttivi. Noi però – sottolinea Scopel – non ci arrendiamo all’idea della decrescita felice. Siamo convinti invece che servano azioni politiche efficaci e precise, inserite in un piano strutturato, come quello contenuto nel “Ddl montagna”, uno strumento concreto i cui crediamo molto. Eppure, ci sono altri esempi di zone montane dove costi, distanze e servizi non rappresentano un problema e dove lo spopolamento non esiste neppure: sono le aree montane di Trento e Bolzano, che negli ultimi anni hanno visto crescere la popolazione, l’economia, la capillarità dei servizi… significa che la differenza la fa l’autonomia, che rappresenta un altro pilastro per consentire ai territori di esprimere al meglio le loro potenzialità e per dare alle comunità locali i servizi di cui hanno bisogno. Autonomia del Veneto e, all’interno di una regione autonoma, autogoverno del Bellunese, con un ente Provincia più forte e più autorevole, con il superamento della riforma Delrio e il ripristino dell’elettività diretta dei cittadini».

Guardando all’agenda delle cose “da fare” e degli strumenti da mettere subito in campo, Scopel individua alcuni punti chiave: «Nel brevissimo periodo non dobbiamo anzitutto perdere il treno dei giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, che rappresentano un’occasione imperdibile di sviluppo dei territori e insieme una stagione irripetibile di infrastrutturazione, superando però con decisione le lungaggini viste finora e archiviando la pagina delle polemiche sorte attorno alla pista da bob di Cortina. E poi i trasporti e le infrastrutture, in primis, perché se è vero che Belluno è montagna, può e deve puntare al ruolo di snodo fondamentale tra Venezia e le Alpi, tra il Mar Mediterraneo e la Mittel Europa, con un forte asse viario con sbocco a Nord e collegamento diretto con il centro del continente europeo. Servono però anche forti investimenti sul trasporto pubblico locale, cercando di superare le difficoltà attuali, che non sono esclusivamente bellunesi, ma riguardano l’intero Nord Italia.

«Un altro tema su cui faremo sentire la voce delle nostre comunità è poi quello della tutela e del potenziamento del sistema sanitario e socio-assistenziale pubblico, che oggi sconta la carenza di medici e di conseguenza la rarefazione dei servizi nelle terre di montagna» conclude Scopel. «Bisogna incentivare i medici e i sanitari a venire a lavorare a Belluno. E poi sono necessarie maggiori risorse per un settore, quello della sanità, che nei prossimi anni – complice l’invecchiamento della popolazione – sarà sempre più sotto pressione, unite a un solido piano di formazione, che possa portare anche a Belluno corsi di laurea per dare forma a una università che consenta ai giovani di rimanere e venire da fuori nel nostro territorio».

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