Danta di Cadore mette un mattone concreto nella lotta allo spopolamento. Il Comune ha ottenuto un finanziamento da 123.539,42 euro dal GAL Alto Bellunese, nell’ambito del bando ISL04 dedicato agli investimenti non produttivi nelle aree rurali. Risorse che saranno integrate da un cofinanziamento comunale e che permetteranno di trasformare l’edificio “Incubatore”, in via Monte Piedo, in un nuovo polo generativo per giovani, famiglie e professionisti.
Il sindaco Thomas Menia Corbanese parla di «Un passo concreto verso il futuro dei nostri giovani, il rafforzamento delle nostre comunità e il contrasto allo spopolamento montano». Il progetto nasce in partnership con il Comune di San Nicolò di Comelico e si inserisce nelle linee programmatiche dell’amministrazione, che punta a ricostruire reti di prossimità e a offrire servizi stabili per chi sceglie di vivere in montagna.
L’idea è chiara: intercettare studenti, giovani professionisti e lavoratori in smart‑working che potrebbero scegliere Danta come luogo residenziale senza rinunciare al proprio impiego. «Puntare sullo smart‑working può essere una strategia per combattere lo spopolamento, offrendo servizi duraturi come uno spazio di lavoro con connettività», sottolinea il sindaco.
La rigenerazione architettonica dello stabile prevede due aree principali al primo piano, pensate soprattutto per gli under 25. La prima sarà un’aula studio dedicata agli studenti delle scuole superiori e universitari, integrata con uno spazio di co‑working per giovani professionisti e disponibile anche per associazioni e attività culturali. La seconda sarà un laboratorio creativo e di co‑progettazione, un luogo dinamico dove i ragazzi potranno sviluppare progetti artistici, culturali e musicali, affiancati da facilitatori ed esperti di arti visive.
«Non è una semplice ristrutturazione edile, ma la creazione di un polo generativo», ribadisce Menia Corbanese. L’obiettivo è offrire ai giovani un luogo confortevole per studiare e lavorare senza dover abbandonare il paese, stimolando l’orgoglio di sentirsi parte attiva della comunità. Il sindaco ringrazia il GAL Alto Bellunese per aver creduto nella visione, il Comune di San Nicolò per la partnership e la Giunta, gli uffici e i collaboratori esterni per il lavoro svolto.





