Nel giorno in cui Leonardo Del Vecchio avrebbe compiuto 91 anni, Agordo torna a essere il centro della sua storia. Nella Sala Don Tamis è stata inaugurata la mostra fotografica “Sguardi che cambiano il mondo”, un percorso per immagini che racconta la vita e la visione del fondatore di Luxottica. Un omaggio pubblico che resterà aperto fino al 4 luglio 2026 e che diventa anche il punto di partenza di un nuovo progetto educativo dedicato agli studenti dell’IIS U. Follador – A. De Rossi.
La Fondazione Leonardo Del Vecchio ha scelto proprio Agordo, il luogo che più di ogni altro fu “casa” per il Cavaliere, per annunciare l’avvio di un progetto pilota costruito insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo è definire modelli replicabili per rafforzare la qualità della formazione negli istituti tecnici e professionali, settore su cui il ministro Giuseppe Valditara ha investito con la riforma del modello 4+2 che integra scuola e impresa.
Il primo passo concreto riguarda l’IIS Follador–De Rossi: la Fondazione stanzierà i fondi necessari per garantire, nei prossimi tre anni, borse di studio a tutti gli studenti del quarto anno, così da potenziare le esperienze scuola-lavoro all’estero. Un investimento che punta a offrire competenze solide e opportunità reali ai giovani del territorio.
All’inaugurazione erano presenti la presidente della Fondazione, Nicoletta Zampillo Del Vecchio, la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, il sindaco di Agordo Roberto Chissalè e il dirigente scolastico Claudio Magalini. Accanto a loro, le testimonianze di chi ha condiviso un pezzo di strada con Del Vecchio: Roberto Chemello, Livio De Nardin e Italo Schena.
Valditara ha definito l’iniziativa “un esempio positivo di collaborazione tra pubblico e privato”, sottolineando come l’impegno della Fondazione rappresenti “responsabilità civile, non filantropia fine a sé stessa”. Parole a cui fa eco la presidente Zampillo Del Vecchio, che ha ricordato il valore simbolico della giornata e la volontà di proseguire la missione del marito: “Permettere a ogni giovane di accedere a un’istruzione di qualità che gli apra le porte del futuro”.
Il sindaco Chissalè ha parlato di “orgoglio per una mostra che riporta ad Agordo il cuore dolomitico di un gigante internazionale”, mentre Berton ha rimarcato come Del Vecchio abbia saputo proiettare le Dolomiti nel mondo, lasciando al territorio un’eredità fatta di innovazione, competenze e responsabilità sociale. Per il dirigente Magalini, il progetto triennale di borse di studio rappresenta “la conferma dell’amore di Del Vecchio per le nuove generazioni e della sua visione lungimirante”.
La mostra, curata da Maria Vittoria Baravelli, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19 e il sabato anche al mattino, grazie al supporto del Circolo dei Pensionati di Luxottica. Un percorso che intreccia memoria, impresa e futuro, nel segno di un uomo che dalle Dolomiti ha cambiato il mondo.





