Dal Bellunese alla Palestina, quattro giorni di confronto su inclusione e cooperazione sociale

Dal Bellunese alla Palestina, quattro giorni di confronto su inclusione e cooperazione sociale

Una delegazione palestinese composta da rappresentanti di organizzazioni impegnate nei settori sociale, sanitario ed educativo ha visitato il Bellunese per conoscere da vicino le esperienze locali di inclusione, cooperazione e sviluppo territoriale. Dal 25 al 28 agosto il GAL Prealpi e Dolomiti, con il supporto organizzativo del Comune di Borgo Valbelluna, ha coordinato una study visit che ha portato in provincia i vertici della Union of Charitable Societies di Gerusalemme, rete che raccoglie circa 150 organizzazioni non governative, insieme ai rappresentanti dell’Arab Society for Persons with Disability e della Sunflower Association for Human and Environment Protection. L’iniziativa nasce dai contatti avviati durante una missione in Palestina promossa nel gennaio scorso dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti e da rappresentanti economici e istituzionali del territorio.

Nonostante le profonde differenze tra i due contesti, il confronto si è concentrato su temi comuni: inclusione delle persone con disabilità, inserimento lavorativo delle fasce più fragili, sostegno ai giovani e rafforzamento del tessuto associativo. Ambiti nei quali il Bellunese ha sviluppato negli anni una rete articolata di cooperative sociali, associazioni e imprese orientate alla comunità.

Il programma ha previsto la presentazione delle attività del GAL Prealpi e Dolomiti e del Centro Europe Direct Montagna Veneta, seguita da una serie di incontri e visite sul territorio. Al centro del confronto le esperienze legate al volontariato, al sostegno delle donne vittime di violenza, all’inclusione lavorativa e ai percorsi di emancipazione personale attraverso attività imprenditoriali e artigianali. L’obiettivo non era semplicemente mostrare singole iniziative di successo, ma comprendere come un territorio costruisce risposte condivise ai bisogni sociali, mettendo in rete enti pubblici, terzo settore e imprese private. Un approccio che ha consentito alla delegazione di entrare in contatto diretto con chi opera quotidianamente sul campo.

Durante la permanenza si è svolto anche un momento di lavoro dedicato alle possibili collaborazioni future. L’intenzione delle organizzazioni coinvolte è infatti quella di trasformare questi giorni di confronto in relazioni più strutturate e in eventuali progettualità condivise, anche attraverso i programmi di finanziamento europei. La delegazione palestinese ha manifestato particolare interesse per le esperienze osservate nel Bellunese, portando al tempo stesso testimonianze e competenze maturate in contesti segnati da importanti difficoltà sociali ed economiche. Un dialogo che, nelle intenzioni dei promotori, è destinato a proseguire anche nei prossimi mesi.

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