È una di quelle sentenze che dovrebbero far tirare un sospiro di sollievo. Ma non troppo. Giovedì 6 novembre, il Tar ha respinto i ricorsi presentati da alcuni residenti di Cortina contro l’impianto a fune Apollonio-Socrepes, considerato strategico per le Olimpiadi Invernali 2026. Una vittoria per Simico e per la struttura commissariale. Ma la Regione Veneto ha già messo le mani avanti: l’autorizzazione per l’immunità di frana arriverà solo quando sarà presentato il progetto esecutivo. Che, al momento, non è ancora stato consegnato.
Sentenza favorevole, ma il cantiere resta in stand-by
Le sentenze n. 19689 e 19690 confermano la legittimità dell’iter tecnico-amministrativo e respingono nel merito tutte le contestazioni. Il Tar ha riconosciuto la validità della valutazione ambientale e del progetto di fattibilità. Ma la Regione ha ribadito che non si muoverà finché Simico non porterà il progetto esecutivo a Venezia. “Questione di giorni”, ha assicurato il Commissario di Governo, architetto Saldini. Ma intanto, il cantiere resta con il freno a mano tirato.
Le reazioni: “Opera legittima, avanti con determinazione”
Saldini commenta con entusiasmo: «La decisione del Tar ci solleva e ci spinge a proseguire con il massimo impegno. Questa opera sarà un lascito importante per Cortina». Aggiunge il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi: «È una decisione che conferma la fiducia e ci permette di guardare avanti con serenità.
Un impianto per il futuro, ma serve ancora un passaggio
La cabinovia Apollonio-Socrepes è pensata per migliorare la mobilità e ridurre il traffico verso il passo Falzarego, favorendo una mobilità più sostenibile. Un’opera che promette di valorizzare il territorio e lasciare un’eredità olimpica. Ma prima di vedere le cabine salire, serve ancora un passaggio chiave: il progetto esecutivo. Senza quello, l’autorizzazione per l’immunità di frana resta chiusa nel cassetto.





