L’effetto Milano Cortina 2026 si sente eccome. Con i controlli potenziati per l’evento olimpico, la Polizia di Stato ha messo a segno due arresti in flagranza nel giro di 48 ore, tra un furto degenerato in violenza e una pistola rubata trovata su un furgone in transito.
Il primo episodio è avvenuto il 9 febbraio. Un rientro a casa come tanti, poi l’allarme: porta socchiusa, uno zaino sconosciuto nell’ingresso, i cassetti al piano superiore tutti aperti. E in camera, un diciannovenne che tenta di scappare. Il proprietario non si tira indietro: lo insegue, chiama il 113 e riesce a bloccarlo fino all’arrivo della Volante. Il giovane reagisce con violenza, colpisce l’uomo – lesioni guaribili in dieci giorni – e continua ad agitarsi anche davanti agli agenti. La perquisizione chiarisce tutto: nello zaino ci sono profumi rubati dall’abitazione. Scatta l’arresto per rapina impropria, con ulteriori denunce per lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Dopo la convalida, il giudice dispone l’obbligo di firma.
La sera dopo, un’altra operazione. Una pattuglia della Polizia Stradale, in rinforzo per il dispositivo olimpico, ferma un Iveco Daily. Il passeggero è nervoso, troppo nervoso. Gli agenti approfondiscono: nel borsello che porta addosso spunta una Beretta 98F con caricatore inserito e 11 cartucce, insieme a un tirapugni in ferro. In questura emerge un dettaglio pesante: la pistola è provento di un furto del 2018 nel Trevigiano. Il passeggero, 29 anni, di origine albanese, viene arrestato per detenzione abusiva di arma comune da sparo e denunciato per ricettazione e porto di armi e oggetti atti a offendere. Su ordine del Pubblico ministero finisce in carcere; dopo la convalida, passa ai domiciliari.





