La prospettiva di nuovi dazi generalizzati da parte degli Stati Uniti, fino al 30% sulle importazioni dall’Unione Europea, preoccupa – e non poco – il mondo industriale bellunese. A lanciare l’allarme è Confindustria Belluno Dolomiti, che intravede ripercussioni pesanti.
«Il nostro territorio è fortemente esposto – avverte Lorraine Berton, presidente degli industriali bellunesi –. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato estero per la provincia. Servono ora responsabilità, visione e compattezza istituzionale per affrontare uno scenario che si annuncia delicato».
L’annuncio dei dazi, avanzato nei giorni scorsi dal presidente Donald Trump e dal suo entourage, rischia di colpire non solo l’occhialeria, comparto simbolo dell’export bellunese, ma anche un ampio tessuto di imprese manifatturiere, tecnologiche e di servizi avanzati, che negli ultimi anni hanno costruito relazioni solide con il mercato americano.
Berton si allinea all’appello del presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha invitato alla calma e alla lucidità, ma allo stesso tempo invoca una reazione rapida e unitaria da parte dell’Unione Europea. «L’Europa deve agire in modo compatto e autorevole, perché in gioco non c’è solo un equilibrio commerciale, ma la competitività futura di interi territori – conclude la presidente –. Chiediamo al Governo italiano di attivarsi con determinazione per tutelare le imprese e difendere i nostri settori strategici. Belluno è un modello di manifattura avanzata, ma senza accesso equo ai mercati, anche l’eccellenza rischia di indebolirsi».





