Confagricoltura Belluno compie 80 anni: festa a Villa Modolo

Confagricoltura Belluno compie 80 anni: festa a Villa Modolo

Venerdì 5 settembre, nella splendida cornice di Villa di Modolo, una delle cento ville venete censite da Antonio Canova, Confagricoltura Belluno festeggia 80 anni di storia e agricoltura. Il titolo dell’evento dice già tutto: Radici e futuro, un’occasione per riflettere sull’evoluzione del settore agricolo bellunese e per rilanciare il ruolo fondamentale della montagna nella nuova politica agricola europea.

A dare il via alla giornata sarà Diego Donazzolo, presidente provinciale, con un messaggio chiaro: “Siamo stati sempre al fianco delle aziende agricole, anche nei momenti più difficili. Oggi serve l’impegno di tutti per difendere l’agricoltura di montagna dalle incognite della nuova Pac e dai dazi internazionali, e serve una visione che torni ad attrarre i giovani”.

Tra gli ospiti, il giornalista Edoardo Comiotto, il sociologo Diego Cason, l’avvocato Livio Viel e l’insegnante Serena Turrin, che racconteranno le radici agricole e culturali del Bellunese. Alle 11.30, spazio all’arte e all’emozione con l’attrice Debora Caprioglio, che reciterà alcuni versi dedicati al mondo rurale, in omaggio a una montagna che le è particolarmente cara.

La voce della politica sarà quella di Federico Caner, assessore regionale all’agricoltura, che si concentrerà sull’identità agroalimentare bellunese e sulla valorizzazione del territorio attraverso turismo e marketing. Interverrà anche Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato, per approfondire il futuro della Pac e i possibili strumenti di tutela per l’agricoltura montana.

Le conclusioni saranno affidate a Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, che traccerà una visione moderna e sostenibile del comparto, tra sfide tecnologiche e nuovi modelli organizzativi. A chiudere l’evento, Donazzolo leggerà una lettera aperta ai giovani agricoltori, vero ponte tra passato e futuro.

Al termine, un momento conviviale per celebrare l’identità agricola del Bellunese, tra territorio, tradizione e speranza. Un evento che promette di essere molto più di una cerimonia: sarà una dichiarazione d’amore alla montagna che produce, resiste e sogna.

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