Comportamenti problematici a scuola, a Sedico confronto su buone pratiche

Comportamenti problematici a scuola, a Sedico confronto su buone pratiche

Dalla gestione dei comportamenti problematici alla costruzione di buone pratiche condivise: scuola e servizi socio-sanitari tornano a fare squadra, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti educativi nelle classi. È questo il cuore del convegno che si è svolto nella sala convegni del Polo culturale di Sedico, dedicato agli “Interventi didattico-educativi per i comportamenti problema”. Un momento di confronto che ha riunito insegnanti, operatori e istituzioni nell’ambito del percorso di ricerca-azione promosso dal Tavolo provinciale interistituzionale per i problemi emotivi e del comportamento, attivo presso l’Ufficio scolastico provinciale.

Il progetto, sostenuto dalla Provincia di Belluno, dalla Scuola polo per l’inclusione, dall’Istituto comprensivo di Sedico e dal Comune, coinvolge da due anni un centinaio di docenti e operatori socio-sanitari impegnati nelle scuole di ogni ordine e grado. Durante il pomeriggio sono stati presentati i risultati della seconda annualità, insieme alle esperienze maturate direttamente nelle classi e nei contesti educativi.

Ad aprire i lavori è stata la psicologa e psicoterapeuta Cristina Menazza, responsabile del Polo Blu di Padova, che ha illustrato il passaggio dall’osservazione all’intervento educativo, concentrandosi su patti e contratti educativi come strumenti concreti di lavoro quotidiano con gli alunni della scuola primaria. A seguire, le psicologhe Donatella Benetti e Alessandra Cagnin hanno approfondito il tema dell’autoregolazione emotiva e comportamentale, proponendo modalità operative applicabili in diversi momenti della giornata scolastica, dalla lezione alla ricreazione, fino agli spazi informali. In questo ambito sono state condivise esperienze reali sviluppate nella scuola dell’infanzia e nella secondaria di primo grado, segno di un approccio sempre più trasversale.

La riflessione si è poi spostata sul contesto educativo nel suo complesso, grazie all’intervento della pedagogista Elena Penzo, che ha evidenziato il ruolo dell’organizzazione degli ambienti, dei tempi e delle regole nella gestione dei comportamenti. Un approccio metodologico che è stato messo alla prova nei percorsi di ricerca-azione, con la presentazione di esperienze condotte nella scuola secondaria e negli istituti superiori.

Il convegno ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto su un lavoro avviato ormai da quattro anni a livello provinciale, che punta a costruire un modello condiviso tra scuola e servizi socio-sanitari. Un percorso che, come emerso durante l’incontro, si basa sulla formazione congiunta, sul confronto continuo e sulla progressiva costruzione di strumenti comuni.

L’obiettivo, ora, è proseguire su questa linea anche nel prossimo anno, rafforzando le modalità di co-progettazione degli interventi e mettendo a sistema le competenze maturate. Nel frattempo, i materiali e le risorse sviluppate dal Tavolo sono già disponibili online, a disposizione di tutte le realtà scolastiche ed educative del territorio.

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