Belluno–Hanoi, andata e ritorno: la rivoluzione silenziosa di Kim Lệ

Belluno–Hanoi, andata e ritorno: la rivoluzione silenziosa di Kim Lệ

A volte i ponti più solidi nascono dove nessuno li sta cercando. È il caso di Lê Thị Kim Lệ, arrivata a Belluno due anni fa senza conoscere la lingua, senza una rete, senza un lavoro stabile. Una storia che sembrava destinata a seguire il copione classico dell’integrazione. E invece no. Kim Lệ ha deciso di ribaltarlo.

La scintilla scocca durante un workshop della Fondazione Progetto Uomo. Un incontro dedicato all’integrazione che, per lei, diventa il punto di partenza per qualcosa di molto più grande: “Connecting Italy Culture”, una piattaforma pensata per creare legami economici e formativi tra Italia e Vietnam. Non teoria, ma fatti. In pochi mesi porta a Belluno tre partner educativi vietnamiti, tutti interessati a collaborazioni accademiche e commerciali.

Il cuore della sua idea è sorprendente e, allo stesso tempo, geniale: esportare in Vietnam una delle eccellenze più identitarie del Made in Italy, il gelato artigianale. Non un semplice corso, ma programmi formativi d’élite, costruiti a Belluno insieme ai maestri gelatieri locali e rivolti a giovani imprenditori asiatici. Un incrocio di competenze che potrebbe aprire nuovi mercati e nuove opportunità.

«L’immigrato non è solo qualcuno da integrare, ma una risorsa strategica», dice Kim Lệ. E la sua storia lo dimostra.

Attorno al progetto si muove una rete sempre più ampia. Il Centro Consorzi aiuta a trasformare l’idea in un modello economico sostenibile. La Fondazione Progetto Uomo, con la guida di Fiorella Vettoretto, affianca il percorso con orientamento e tutoraggio. Sul fronte legale, l’avvocato Giorgio Azzalini conferma che la cooperazione Belluno–Vietnam ha basi solide per diventare un caso di successo.

Ora il progetto entra nella fase più delicata: trovare casa. Si sta valutando Feltre come sede operativa, un hub internazionale dove accogliere delegazioni, costruire relazioni e coordinare i programmi futuri. In questo nuovo assetto, Kim Lệ diventerà la coordinatrice dei progetti Italia–Vietnam, il punto di contatto tra il tessuto produttivo veneto e le istituzioni di Hanoi.

Una storia che racconta un’altra idea di migrazione: non un percorso da assistere, ma un motore di sviluppo. E che dimostra come, quando visione e coraggio si incontrano, anche una piccola provincia di montagna può diventare il centro di un nuovo scambio globale.

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