Neve a metà maggio sulle Dolomiti bellunesi, con un ritorno dell’inverno che ha riportato fiocchi fino a 1200-1300 metri e accumuli fino a 25-35 centimetri in alta quota. Ieri (15 maggio) da Cortina a Misurina fino ad Arabba e al Grappa, il panorama si è presentato nuovamente imbiancato. Un episodio non frequente per il periodo, con condizioni tipicamente invernali soprattutto sopra i 2200-2300 metri, dove si sono registrati gli accumuli più consistenti.
All’origine del peggioramento c’è l’ingresso di una perturbazione di origine nord-atlantica, che ha portato aria decisamente più fredda sul Nord Italia. Un’ondata di freddo – spiega Arpav – causata dall’arrivo di una saccatura, accompagnata da masse d’aria fredde che hanno favorito precipitazioni diffuse e un sensibile abbassamento della quota neve. Il risultato è stato un brusco calo delle temperature, con valori anche di diversi gradi sotto la media stagionale e un ritorno della neve a quote insolite per la seconda metà di maggio, in un contesto tipico della variabilità primaverile, dove irruzioni fredde possono ancora verificarsi.
Il peggioramento non è ancora concluso. Secondo le previsioni Arpav, le precipitazioni proseguiranno anche nella giornata di oggi e si esauriranno solo domani, con il limite delle nevicate inizialmente tra i 1400 e i 1600 metri e in successivo rialzo verso i 1600-1800 metri per l’arrivo di aria leggermente più mite. Poi, gradualmente, il tempo dovrebbe tornare su valori più in linea con la stagione, archiviando quello che resta un classico – ma sempre suggestivo – colpo di coda dell’inverno.
(immagine dal profilo Facebook di Veneto Strade)





