La Regione del Veneto punta sulla formazione per rafforzare sicurezza e professionalità in montagna. È stato approvato il nuovo corso 2026-2027 per il conseguimento della qualifica di guida alpina, un passaggio fondamentale per chi vuole operare in uno degli ambiti più delicati dell’ambiente alpino. Il percorso, richiesto dal Collegio Veneto Guide Alpine, rappresenta l’abilitazione obbligatoria alla professione e sarà rivolto a candidati con almeno due anni di esperienza come aspiranti guide, già certificati dal Collegio. Un requisito che conferma l’elevato livello di selezione e specializzazione richiesto per accedere al ruolo.
Il corso prenderà avvio nel luglio 2026 e si svilupperà su tre moduli intensivi: alta montagna sul Monviso, roccia in Sardegna e sci alpinismo a Cortina d’Ampezzo, con esame finale previsto a febbraio 2027. Un percorso strutturato per garantire competenze tecniche, capacità operative e gestione della sicurezza in diversi contesti ambientali. Alla base della proposta c’è una precisa scelta politica. L’assessore regionale alla montagna Dario Bond sottolinea come l’iniziativa confermi “una linea di attenzione concreta verso il mondo della montagna”, con un investimento mirato sulla formazione di figure altamente qualificate. Le guide alpine, evidenzia, non sono solo operatori sportivi ma punto di riferimento per la sicurezza e la trasmissione di una cultura consapevole dell’ambiente.
Accanto a questo, emerge anche la dimensione turistica e strategica dell’intervento. L’assessore allo sport e sociale Paola Roma evidenzia come il corso contribuisca a rafforzare “un sistema di competenze” che sostiene l’attrattività delle montagne venete, valorizzando al tempo stesso la qualità della formazione grazie alla collaborazione interregionale. L’organizzazione del percorso sarà infatti affidata al Collegio Veneto Guide Alpine, in collaborazione con il Polo Formativo Interregionale delle Guide Alpine italiane, mentre la gestione operativa sarà curata dal Collegio piemontese. Un modello già rodato che punta a ottimizzare risorse e garantire standard formativi elevati.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le 12 del 26 maggio 2026 tramite posta elettronica certificata, secondo le modalità previste dal bando. Oltre all’esperienza professionale, tra i requisiti è prevista l’idoneità sanitaria allo svolgimento dell’attività. Sul piano economico, il provvedimento prevede un impegno limitato da parte della Regione, che coprirà le spese della commissione d’esame finale, mentre i costi del corso saranno a carico dei partecipanti.





