La lotta alle truffe viaggia in corriera: al via la collaborazione tra DolomitiBus e l’Arma dei Carabinieri di Belluno che porterà sulle strade della provincia la campagna contro truffe e raggiri. Una soluzione per lanciare un messaggio di sicurezza e di vicinanza in ogni angolo del territorio: se avete un dubbio, chiamate il 112.
A dimostrazione dell’utilità di queste campagne, ci sono le parole del colonnello Enrico Pigozzo, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Belluno: «La scorsa settimana abbiamo ricevuto decine di chiamate che segnalavano tentativi di truffa telefonica; il copione era quasi sempre lo stesso: un finto carabiniere chiamava a casa l’anziano, raccontando di un presunto incidente che aveva coinvolto il figlio, un parente o un amico della vittima individuata, e ogni chiamata si concludeva con la richiesta di denaro. Di questi tentativi, solo uno si è concretizzato; negli altri, il pericolo è stato scongiurato con una semplice chiamata al 112».
Non solo anziani nel mirino: «Un giovanissimo ha ricevuto sul suo cellulare un messaggio che lo avvisava dello svuotamento in atto del suo conto corrente e che lo sollecitava a prendere contatto con un intermediario; fortunatamente, al momento di effettuare il versamento richiesto dai truffatori su una PostePay, il tabaccaio gli ha ricordato le nostre campagna anti-truffa, suggerendogli di mettersi in contatto con noi. Così ha fatto, e siamo riusciti a sventare anche questo tentativo».
Il messaggio che girerà sul retro dei mezzi DolomitiBus ribadisce i classici suggerimenti: non aprire la porta agli sconosciuti; non consegnare denaro o gioielli, soprattutto a chi si spaccia per carabiniere (gli uomini dell’Arma non possono accettarli); in caso di dubbio, contattare sempre il 112.
«Ben venga un’iniziativa simile, – ha evidenziato il presidente di DolomitiBus, Andrea Biasiotto – siamo un’azienda del territorio con centinaia di mezzi che attraversano tutta la provincia: quello lanciato dall’Arma bellunese è un messaggio forte e chiaro che deve arrivare a tutti».
DolomitiBus è impegnata da tempo sul fronte della sicurezza: «Solo lo scorso anno abbiamo investito altri 500mila euro per dotare anche i mezzi più datati del sistema di videosorveglianza interna ed esterna, strumentazione già installata su quelli più recenti: – annuncia Biasiotto – le telecamere hanno un effetto preventivo, ma anche repressivo visto che le immagini vengono registrate, soluzione che torna utile in caso di danneggiamenti o di reati dentro o fuori dai mezzi».






