Boati, magie e cavalieri: la leggenda del drago nel lago di Santa Croce

Boati, magie e cavalieri: la leggenda del drago nel lago di Santa Croce

 

Narra la leggenda che, in un’epoca lontana, nacque un ordine di cavalieri crociati che risiedevano sulle rive di un lago: il lago di Santa Croce. Questi cavalieri difendevano i territori circostanti e i diritti religiosi. 
Ma, attorno allo specchio d’acqua, era sorto pure un piccolo villaggio. Un vecchio saggio lo guidava e si racconta facesse persino delle magie: si chiamava Birindo. Solo che la sua magia era buona, la usava per aiutare gli altri. Birindo amava la sua gente e la aiutava in ogni modo gli fosse possibile.
Tuttavia, in una notte di luna piena, la quiete nel villaggio fu squarciata da un boato, che alimentò la paura tra gli abitanti.
Uno, poi un altro.
Arrivavano dalle grotte delle montagne che facevano da cornice al lago.
Era il rumore di un drago, imprigionato in uno di quegli anfratti: da un momento all’altro, poteva liberarsi, ma la gente non lo sapeva.
E i rumori si facevano sempre più insistenti.
Birindo cercò di far tornare la calma, radunando la comunità: «Sentite, dovete rimanere tranquilli, miei compaesani. Vi devo svelare un segreto: lassù, in mezzo alle grotte, c’è un drago malefico: con il fuoco che sprigiona dalle fauci, potrebbe incendiare il nostro villaggio. Ha sete di vendetta, anche se non vi è un motivo!». 
I compaesani erano basiti e si chiedevano cosa potessero fare.
Il vecchio saggio pensò per giorni alla soluzione. E nel frattempo la gente aspettava con ansia: tanta. 
Birindo decise quindi di chiedere aiuto ai cavalieri crociati e alla sua magia, che usava di rado.
Ma purtroppo la bestia feroce riuscì a liberarsi e, nel villaggio, era calato uno spettro di paura.
I cavalieri insieme a Birindo gli tesero una trappola, prima che potesse incendiare il villaggio.
Lo colsero di sorpresa e gli conficcarono un’enorme lancia in un occhio, poi nell’altro.
Il drago accecato divenne però ancora più feroce e Birindo ricorse alla magia.
La stessa magia trasformò la bestia in un drago piccolissimo: poco più alto di un fiorellino.
Sputava ancora fuoco, ma era diventato innocuo. Cieco e piccolino: non poteva far più del male a nessuno. E tornò nella sua caverna.
Vittoriosi, i cavalieri e il saggio Birindo festeggiarono con il paese intero.
Ogni tanto, si sente ancora qualche piccolo boato, ma niente paura: il drago non ha più armi!.

Alla prossima!

CURIOSITÀ
Il lago di Santa Croce è un luogo di interesse turistico: sia per la bellezza, sia per la posizione.
Grazie alle correnti presenti, richiama sportivi di tutta Europa per praticare sport acquatici.
Si è formato a causa di una frana che ha bloccato la discesa del fiume Piave.
È zona di pesca, di tranquille passeggiate.

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