Blue tongue, istituzioni e allevatori uniti contro l’epidemia

Blue tongue, istituzioni e allevatori uniti contro l’epidemia

Non si trasmette all’uomo, ma sta decimando gli allevamenti dell’Alpago. La Blue Tongue, malattia virale che colpisce i ruminanti, ha già causato 70 decessi tra pecore e yak. Questa sera, nella sede comunale di Puos, si è svolto un incontro operativo tra Ulss Dolomiti, amministratori locali e allevatori per affrontare l’emergenza. Convocato dal sindaco Alberto Peterle, ha visto la partecipazione del commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Dal Ben, dei dirigenti dei Servizi veterinari, dei sindaci della conca dell’Alpago e di numerosi allevatori. Obiettivo: definire una strategia condivisa per contenere i focolai e avviare una campagna vaccinale efficace.

Cos’è la Blue Tongue
La Blue tongue (BT), o febbre catarrale ovina, è una malattia virale trasmessa da insetti vettori del genere Culicoides. Non è contagiosa tra animali né per l’uomo, e non comporta rischi nel consumo di carne o latte. Colpisce principalmente le pecore, ma può interessare anche altri ruminanti domestici e selvatici. I sintomi includono: febbre alta, inappetenza, abbattimento; lesioni alla bocca, lingua tumefatta o cianotica; gonfiore a testa, collo, palpebre; zoppia e difficoltà respiratorie.

La situazione in Alpago
Il primo allarme è scattato il 29 luglio, con la conferma di 7 focolai tra ovini e yak. Ad oggi, i casi sono saliti a 14, con 70 decessi (50 pecore e 20 yak). Il centro di riferimento di Teramo ha identificato il sierotipo 8, noto per la sua aggressività ma per cui è disponibile un vaccino. Le misure attuali prevedono restrizioni alla movimentazione degli animali infetti, ma è consentito l’invio al macello di capi sani previa visita veterinaria.

L’azione dell’Ulss Dolomiti
L’Ulss ha istituito un’unità di crisi composta dai veterinari Gianluigi Zanolla (coordinatore), Enrico Francione e Stefano Sartori. Sul sito aulss1.veneto.it è disponibile un’informativa per gli allevatori con indicazioni pratiche. Le misure preventive raccomandate includono: trattamenti repellenti prescritti dal veterinario, ricovero notturno in ambienti chiusi e protetti, disinfestazione degli spazi e rimozione di acque stagnanti. La vaccinazione resta la misura più efficace. L’Ulss sta acquisendo un congruo numero di dosi per supportare gli allevatori, in particolare quelli con difficoltà di approvvigionamento.

I commenti
«Assicuriamo agli allevatori il massimo supporto, sia nella diagnosi che nella campagna vaccinale – dichiara il commissario Dal Ben – Ricordo che il consumo di carne e latte è sicuro». Il sindaco di Alpago, Alberto Peterle sottolinea la tempestività dell’intervento: «Abbiamo investito molto sulla razza ovina alpagota. Le istituzioni si sono mosse con prontezza, come già accaduto nel 2016. Siamo disponibili a proporre un aiuto da parte della Regione per sostenere i costi delle vaccinazioni e dello smaltimento delle carcasse». «L’incontro si è svolto in un clima collaborativo – aggiunge Sara Bona, sindaco di Tambre.- è stato importante ricevere informazioni chiare e la disponibilità dell’Ulss ad affiancare i piccoli allevatori».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto