L’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale San Martino di Belluno si conferma tra i centri di riferimento del settore a livello nazionale. Per la terza volta consecutiva il reparto ha ottenuto il rinnovo dell’accreditamento professionale di eccellenza rilasciato da Sied (Società Italiana di Endoscopia Digestiva) e Anote (Associazione nazionale operatori di tecniche endoscopiche). Un riconoscimento particolarmente significativo se si considera che, ad oggi, sono soltanto sei le unità operative di Gastroenterologia del Triveneto ad aver ottenuto questa certificazione nazionale. Per la struttura bellunese si tratta della conferma di un percorso iniziato nel 2017, proseguito con i successivi rinnovi del 2019 e del 2023 e ora nuovamente riconosciuto nel 2026. L’accreditamento è arrivato al termine di una visita ispettiva della commissione esaminatrice, che ha valutato l’organizzazione del reparto, la qualità e la sicurezza delle procedure, l’aggiornamento tecnologico e clinico, oltre alla capacità di mantenere elevati standard assistenziali con particolare attenzione al paziente.
A testimoniare il volume di attività del reparto sono anche i numeri. Nel 2025 l’Unità Operativa di Gastroenterologia ha eseguito quasi 20 mila prestazioni, in gran parte endoscopiche. Circa la metà degli esami ha richiesto un intervento terapeutico durante la stessa procedura. A queste si aggiungono circa 350 ricoveri legati alle principali patologie dell’apparato digerente, tra cui emorragie digestive, pancreatiti acute, calcolosi delle vie biliari e neoplasie, con particolare incidenza dei tumori del pancreas.
Il percorso che ha portato alla conferma dell’accreditamento ha coinvolto tutti gli operatori della struttura, coordinati dal direttore dell’unità operativa Bastianello Germanà e dalla coordinatrice infermieristica Cristina Ferraro, con il contributo di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo. «Operiamo con apparecchiature di ultima generazione: endoscopi ad alta definizione e magnificazione dell’immagine con colorazioni elettroniche che permettono diagnosi precoci di lesioni neoplastiche dell’apparato digerente, tecniche operatorie mini invasive per la terapia di molteplici patologie un tempo di pertinenza chirurgica e sistemi informatici che consentono la gestione condivisa della cartella del paziente», spiega il direttore Bastianello Germanà.
Tra le tecnologie utilizzate spicca l’impiego dell’intelligenza artificiale applicata alla colonscopia. «Aiuta gli operatori a individuare anche le più piccole lesioni e a caratterizzarle per la miglior scelta terapeutica», sottolinea Germanà. Secondo il direttore del reparto, l’eccellenza certificata riguarda sia le attività diagnostiche sia quelle operative. «Ciò mette il paziente che si rivolge al nostro reparto nelle condizioni di avere la miglior prestazione possibile per il proprio problema, in un contesto di massima sicurezza».
Soddisfazione arriva anche dalla direzione generale dell’Ulss 1 Dolomiti. «Questo prestigioso traguardo dimostra ancora una volta l’importanza fondamentale del lavoro di squadra all’interno delle nostre strutture», commenta il direttore generale Achille Di Falco. «Le tecnologie all’avanguardia possono esprimere il loro massimo potenziale solo se supportate da un’équipe unita e affiatata. Il rinnovo dell’accreditamento è il frutto della sinergia tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo che ogni giorno collaborano con straordinaria dedizione». Per Germanà, infine, il riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo. «L’ulteriore conferma della certificazione di eccellenza non deve essere considerata la fine di un percorso, ma una sfida continua che ci vedrà ancora più impegnati nel miglioramento della qualità e della sicurezza delle cure offerte ai pazienti».





