Belluno investe sulla casa: 50 nuovi alloggi per fermare lo spopolamento

Belluno investe sulla casa: 50 nuovi alloggi per fermare lo spopolamento

In provincia di Belluno la residenzialità non è più solo una questione urbanistica: è una sfida sociale, economica e demografica. Per affrontarla, arrivano sette nuovi progetti che porteranno alla creazione di almeno 50 alloggi, grazie a un finanziamento da oltre 10 milioni di euro, di cui 8,2 stanziati dal Fondo Comuni Confinanti (Fcc). L’annuncio è arrivato ieri mattina (29 agosto) a Palazzo Piloni, durante la presentazione ufficiale alla presenza del presidente del Fondo Dario Bond, del presidente della Provincia Roberto Padrin e dei rappresentanti dei Comuni coinvolti: Feltre, Lamon, Santo Stefano di Cadore, Agordo, Cortina d’Ampezzo, Lozzo di Cadore e Cesiomaggiore.

I progetti riguardano immobili di proprietà della Provincia e dei Comuni, con interventi mirati alla riqualificazione di ex caserme e strutture dismesse. Feltre investirà 700 mila euro per l’ex caserma dei carabinieri, Lamon 950 mila per la propria ex caserma, mentre Cortina utilizzerà 500 mila euro di fondi residui Fcc per ristrutturare l’ex casa di riposo. «Questa operazione conferma la vocazione del Fondo nel dare risposte concrete ai bisogni delle comunità, ma è solo un punto di partenza», ha dichiarato Dario Bond. «Nella prossima programmazione dedicheremo grande attenzione alle politiche abitative, prendendo esempio dalle province di Trento e Bolzano». Perché, aggiunge il presidente del Fondo, «Spopolamento e carenza di servizi sono due facce dello stesso problema, soprattutto nelle terre alte. Questa iniziativa non è una risposta definitiva, ma rappresenta un passo concreto».

Che il tema nella nostra provincia sia centrale lo dimostrano d’altra parte i numeri, presentati nei mesi scorsi proprio da Palazzo Piloni. Se nel decennio 2011 – 2021 la provincia di Belluno ha perso poco meno di 9.000 residenti, con un trend che sembra inesorabile, sono cresciuti in parallelo i nuclei familiari, soprattutto monocomponente, e pure i lavoratori attivi, in particolare in Valbelluna e Agordino, le aree a maggiore vocazione industriale. Di conseguenza, è in aumento la richiesta di alloggi, anche da parte di lavoratori provenienti da fuori provincia.

La definizione esatta del numero di alloggi possibili con il finanziamento in oggetto arriverà con i progetti esecutivi, ma si stima tra i 50 e i 60 nuovi spazi abitativi, di tipologie diverse e distribuiti in contesti strategici. Per Roberto Padrin, si tratta di «una delle operazioni di maggior significato sul piano economico, e non solo, realizzate grazie al Fondo. Un intervento che guarda ai residenti, ai lavoratori e soprattutto ai giovani: garantire alloggi significa rendere più attrattiva la montagna e offrire prospettive concrete a chi vuole costruire qui il proprio futuro».

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