La campagna tace, è il silenzio elettorale, quello che caratterizza il giorno prima del voto. Adesso la parola passa ai cittadini: urne aperte, domani (domenica 12 giugno).
Sono 162mila i bellunesi chiamati al voto, anche se i referendum per la giustizia non sembrano aver scaldato l’elettorato. L’affluenza rischia di essere tra le più basse di sempre, con relativo fallimento del quorum. Diverso il discorso per gli oltre 78mila elettori chiamati a eleggere il loro sindaco, tra cui centri importanti come Belluno, Feltre e Cortina (dove l’amministrazione che salirà al governo sarà quella delle Olimpiadi 2026). In tutto, sono dodici i Comuni al voto: oltre ai tre citati, anche Auronzo, Cesiomaggiore, Falcade, Fonzaso, Lamon, Rivamonte, San Gregorio, Soverzene e Tambre.
Ieri sera intanto i candidati hanno sfoderato le ultime carte. A Belluno sono andate in scena tre feste di fine campagna. Oscar De Pellegrin ha riempito il centro di Cavarzano, tra musica cocktail e simboli di partito. Giuseppe Vignato invece ha scelto il Piave e ha fatto il pienone a Lambioi Beach, dove c’era anche un dj set. Lucia Olivotto ha optato per il centro; Piazza Piloni per la precisione, dove i fedelissimi si sono divertiti a colpi di karaoke.
QUANDO SI VOTA
Urne aperte dalle 7 alle 23. Subito dopo partirà lo spoglio del referendum, di cui si conosceranno i risultati già in serata. Per le amministrative invece, bisognerà aspettare: scrutinio a partire da lunedì pomeriggio. Anche se in alcuni casi il verdetto sarà sancito dal raggiungimento o meno del quorum: a Tambre, Rivamonte, Cesiomaggiore e Fonzaso c’è solo una lista in corsa. Per cui ai candidati basterà superare il quorum del 40% più un votante per essere certi di indossare la fascia tricolore. Altrimenti, spazio a un anno di commissariamento.





