Saranno i Comuni a controllare e, se necessario, sanzionare chi utilizza impropriamente i termini “artigiano” o “artigianale” per promuovere attività, prodotti o servizi senza averne i requisiti. A ricordarlo è una comunicazione inviata dalla Regione Veneto agli enti locali, alle associazioni di categoria e alle Camere di Commercio, richiamando l’applicazione della legge regionale sulle piccole e medie imprese. A sottolinearne l’importanza è Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, che accoglie positivamente il chiarimento arrivato da Venezia. La normativa mira infatti a tutelare il valore della qualifica artigiana, garantendo che il richiamo all’artigianalità sia realmente collegato alla natura dell’attività svolta e alle caratteristiche del prodotto o del servizio offerto.
La comunicazione regionale entra anche nel merito dei controlli. In base alla normativa vigente, l’accertamento delle eventuali violazioni e l’applicazione delle sanzioni amministrative spetta al Comune nel cui territorio viene riscontrata l’irregolarità. Per questo motivo, eventuali segnalazioni dovranno essere indirizzate direttamente agli enti locali, possibilmente corredate da elementi utili alle verifiche, come fotografie di insegne e pubblicità, materiale promozionale o riproduzioni di marchi.
Secondo Confartigianato, la legge rappresenta una tutela sia per le imprese che operano correttamente sia per i consumatori, che possono così avere maggiori garanzie sull’effettiva natura artigianale di un prodotto o di un servizio. «La legge dà il giusto valore alle vere imprese artigiane e consente ai consumatori di sapere con certezza se ciò che acquistano è davvero artigianale», evidenzia Scarzanella. «Allo stesso tempo sostiene i Comuni, perché valorizzare l’artigianato significa difendere il territorio, la cultura e l’identità delle nostre comunità. Ora spetta a tutti contribuire affinché questa normativa venga rispettata».





