Enrico Mattei, probabilmente, sarebbe fiero di quanto sta succedendo a Borca di Cadore. Per le Olimpiadi, certo. Ma anche per il futuro della Valboite, perché quando si sarà spento il braciere olimpico, la quotidianità tornerà alla ribalta, con i suoi problemi e le sue sfide. Su tutte, la sfida della residenzialità e delle case che mancano, in un territorio talmente vocato al turismo da spingere i proprietari di immobili a metterli a disposizione solo per le stagioni invernali ed estive piuttosto che affittarli a lungo termine a famiglie e lavoratori. Il problema c’è ed è reale: se un dipendente di un’azienda deve trasferirsi a San Vito, a Cortina o in aree limitrofe, deve votarsi a qualche santo del Paradiso per riuscire a trovare un appartamento in affitto.
A tamponare il problema però ci pensa il residence Corte delle Dolomiti di Borca, parte del complesso del villaggio Eni realizzato da Mattei tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta su progetto dell’architetto Enrico Gellner. Infatti, sono ormai alle battute finali i lavori al “Corte Residence”.
Quarantacinque gli appartamenti interessati dai lavori, costati complessivamente 1 milione di euro e che “parlano” in larga parte bellunese: la parte edile è stata seguita da un’impresa della Valbelluna, l’impiantistica da una realtà di Vodo di Cadore e sugli infissi è intervenuta una ditta di Cortina; l’unica impresa arrivata da fuori provincia è salita da Conegliano per la sostituzione delle porte.

«Abbiamo dato il via ai lavori lo scorso 15 marzo e siamo ormai in dirittura d’arrivo: i lavori edili sono già ultimati e stiamo completando le ultime rifiniture, tanto che siamo tornati operativi e ospitiamo già alcuni clienti – spiega il general manager della Corte delle Dolomiti, Francesco Accardo –. Abbiamo completamente rinnovato i bagni e installato le nuove cucine, mentre per il resto – pavimenti, pareti, infissi e porte – abbiamo proceduto con un restauro di tipo conservativo, sotto autorizzazione della Sovrintendenza e rispettando sempre gli ideali dell’architetto Edoardo Gellner, richiamandoli anche con le decorazioni d’arredo».
I lavori effettuati permetteranno così di passare dall’attuale apertura stagionale del residence a una realtà operativa 365 giorni all’anno. «Questo ci dà l’opportunità di allargare l’offerta: da residenza turistica per le famiglie che non vogliono i “vincoli” dell’albergo – sistema molto apprezzato soprattutto dagli stranieri: il 65% della clientela del Corte Residence arriva dall’estero, soprattutto Est Europa – a un sistema residenziale a medio-lungo periodo per rispondere alle esigenze di alloggi del territorio: una parte degli appartamenti rinnovati sarà infatti messa a disposizione delle imprese e dei lavoratori con canoni certamente più accessibili rispetto alle tariffe turistiche, e in questo senso abbiamo già avviato un dialogo con possibili realtà interessate», anticipa ancora Accardo.
I lavori però non sono finiti qua; una volta chiusa la stagione estiva, si partirà con un nuovo cantiere. «In autunno passeremo al rinnovo degli arredi e agli interventi sulle facciate esterne, sempre rispettando le indicazioni della Sovrintendenza e rispettando coerentemente le linee guida di Gellner per quanto riguarda i colori – conclude Accardo –. Questi interventi si chiuderanno nella primavera 2025, così da farci trovare pronti ad accogliere turisti e lavoratori che arriveranno nella nostra valle in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026».





