Ancora crolli sulla montagna. Ora la preoccupazione è per le piogge

Ancora crolli sulla montagna. Ora la preoccupazione è per le piogge

Continuano i crolli nel gruppo del Sorapiss, sopra San Vito di Cadore. La Croda dei Ros anche ieri (11 ottobre) ha avuto piccole frane di roccia Dolomia. Al momento però non risultano criticità per l’abitato di Chiapuzza e neppure per la sottostante strada di Alemagna. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalle piogge: in caso di forti precipitazioni infatti il materiale depositatosi in alto potrebbe scendere sotto forma di colata di fango e sassi. Per questo la Provincia sta già studiando il da farsi.

«Sono in contatto con il sindaco di San Vito, al momento la situazione è tranquilla e sotto controllo» conferma il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi. «Tramite la struttura provinciale, abbiamo concordato con il Tesaf (dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali dell’Università di Padova) una prima valutazione, e abbiamo convenuto di aspettare il termine dei crolli prima di procedere con i rilievi, in modo da evitare eventuali errori nella raccolta di dati a causa della polvere di detriti depositata in quota». 

I rilievi infatti verranno eseguiti con sistema Lidar, quindi da remoto e con l’invio di un drone, senza pericoli di sicurezza per i tecnici incaricati. Ma conviene comunque attendere.

«Non appena avremo gli esiti dei rilievi, si potrà procedere con la modellazione, vale a dire una simulazione tecnica delle precipitazioni e di quanto materiale potrebbe mettersi in movimento a seguito di eventi meteo» continua Bortoluzzi. «Solo con la modellazione è possibile studiare il tipo e la modalità di intervento da mettere in atto. Al momento non ci sono problemi per le case e gli abitanti, perché i canali di guardia fatti dalla Provincia sono perfettamente funzionanti e sgombri. Resta da capire se ci sia il rischio di qualche colata di fango sulla statale di Alemagna sottostante, in caso di forti piogge, nel caso in cui il materiale venga trascinato a valle».

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