La campanella suona, ma è più simile a un allarme che non alla ricreazione. I numeri della scuola preoccupano non poco: in provincia di Belluno mancano all’appello circa 500 insegnanti. Il dato emerge dal congresso della Cisl scuola, che nei giorni scorsi ha confermato in blocco la segreteria Belluno-Treviso uscente, composta dalla segretaria generale Anna Lucia Tamborrini e dalle segretarie Claudia Visentin e Maria Giovanna Gaetano. Un importante momento di partecipazione e riflessione che ha visto la partecipazione di 58 delegati tra Belluno e Treviso e numerosi ospiti.

La segretaria Tamborrini ha stilato un’analisi approfondita dello stato di salute del mondo della scuola delle due province. Punto di partenza, le forti e storiche criticità: stipendi bassi, responsabilità e adempimenti burocratici aumentati, un sistema di reclutamento sempre meno adeguato rispetto ai fabbisogni, carenza di personale, mancanza di welfare e flessibilità a sostegno di docenti, dirigenti e personale Ata. Questioni che si aggravano in territori come quello bellunese segnato da calo demografico, spopolamento e carenza di infrastrutture.
«Gli stipendi del personale scolastico italiano sono tra i più bassi d’Europa e di tutta la pubblica amministrazione in Italia – ha spiegato Anna Lucia Tamborrini – e i problemi del reclutamento e del precariato sono sempre più sotto gli occhi di tutti. In provincia di Treviso, per quest’anno scolastico sono stati immessi in ruolo appena 160 docenti a fronte di un fabbisogno di 1.640 insegnati, nel Bellunese 44 in ruolo con un fabbisogno di 500 docenti: tutti gli altri sono stati nominati con incarico a tempo determinato. È evidente che ci troviamo di fronte agli effetti di un sistema di reclutamento che non funziona e che è inadeguato rispetto ai bisogni della scuola: è quanto mai necessario e urgente cambiare questo sistema, rendendo strutturale un doppio canale di reclutamento che riconosca il valore dell’esperienza di lavoro acquisita sul campo, consentendo di incrementare sensibilmente il numero dei posti coperti da personale di ruolo».
GRAVISSIMA SITUAZIONE SUL SOSTEGNO
In provincia di Treviso sono stati immessi in ruolo 141 insegnanti di sostegno a fronte di un fabbisogno di 1.510 nomine. Per la provincia di Belluno l’immissione in ruolo è stata di 56 unità a fronte di un reale fabbisogno di 250 cattedre.
Non va meglio al personale Ata: nella Marca sono stati coperti con il ruolo 189 posti per i diversi profili e 57 per la provincia di Belluno a fronte di una disponibilità di posti vacanti in organico di diritto di almeno il doppio per entrambe le province.





