Parata e affondo: la questione dell’abbattimento degli alberi di Via Feltre è approdata ieri – venerdì 31 luglio – in consiglio comunale a Belluno, con una petizione popolare, e il sindaco Oscar De Pellegrin ha ribadito la posizione di Palazzo Rosso, non risparmiando qualche critica.
«Il progetto di riqualificazione di via Feltre nasce dalla necessità di intervenire su una delle principali vie di accesso alla Città, risolvendo problemi di sicurezza e di vivibilità segnalati da anni dagli stessi cittadini. – ha evidenziato De Pellegrin – Le radici degli alberi hanno compromesso non solo i marciapiedi, rendendoli sconnessi e causa di frequenti cadute e infortuni, ma anche i cordoli e la sede stradale. A ciò si aggiungono le numerose segnalazioni relative all’eccessiva velocità di auto e autobus, che rappresentano un costante pericolo per i pedoni».
Dopo i ringraziamenti al cittadino che con la sua donazione (3,1 milioni di euro) ha permesso di finanziare l’intero intervento e l’elenco delle opere che verranno realizzate – tra queste l’allargamento dei marciapiedi, la realizzazione del percorso ciclopedonale, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, la piantumazione di nuovi alberi -, De Pellegrin non si è risparmiato nell’analizzare la situazione attuale: «Purtroppo l’iter amministrativo e giudiziario ha portato a una conseguenza drammatica: oggi il cantiere è completamente fermo. Questa paralisi non è solo una questione burocratica, ma una situazione insostenibile che sta generando conseguenze pesantissime. Un cantiere aperto e sospeso a metà non fa altro che peggiorare le condizioni della via, creando ostacoli, barriere improvvisate e pericoli continui proprio per quei pedoni e residenti che si volevano tutelare. Convivere poi ogni giorno con una strada sventrata, limitazioni di passaggio e un ambiente provvisorio causa un danno enorme alla vivibilità della zona e all’operatività delle attività economiche; il blocco dei lavori sta inoltre causando perdite economiche rilevanti all’impresa esecutrice, che si trova con risorse, uomini e mezzi bloccati senza colpa, subendo un danno finanziario e organizzativo di grave entità. Auspico fortemente che questa situazione si sblocchi nel più breve tempo possibile per restituire ai cittadini di Belluno la strada sicura, decorosa e moderna che meritano. Il Comune si sta facendo parte attiva affinché questo possa avvenire».
Un’analisi nata, come anticipato, dalla presentazione al consiglio comunale della petizione popolare “Fermiamo l’abbattimento degli alberi di Via Feltre a Belluno”, depositata lo scorso aprile con – si legge nella nota di protocollo – “3080 firme… dei cittadini indignati e delusi dal vostro modo di procedere per la riqualificazione di Via Feltre”; numeri oggetto di precisazione da parte del primo cittadino: «La petizione formalmente depositata agli atti è accompagnata da una sola firma, quella della proponente. Oltre a questa firma non è stata depositata nessun’altra firma, né digitale né analogica, ma solamente un elenco di nomi e cognomi di persone associati ai nomi di Comuni, senza peraltro l’indicazione dell’indirizzo di residenza richiesto dall’articolo 61 del Regolamento del Consiglio comunale».





