Chi se li ricorda più i “giorni della merla”? E i parabrezza da sbrinare? E la neve da spalare? Vecchi ricordi. Anzi, vecchissimi. Perché il gelo non c’è. Mentre l’inverno si avvia verso l’ultimo miglio (il 1° marzo scatta la primavera meteorologica, 20 giorni dopo pure quella da calendario), gennaio va in archivio con temperature e pioggia da record: mai così caldo dal 1992 e raramente così piovoso. La prova? I dati Arpav raccolti nei primi 31 giorni del 2025, che dovrebbero essere i più freddi dell’anno. Dovrebbero…
«In particolare tra lunedì 27 e martedì 28 il Veneto è stato interessato dal passaggio di una saccatura di origine atlantica proveniente da ovest, accompagnata da una avvezione di venti caldo-umidi a tutte le quote» spiegano i meteorologi. «La fase più intensa si è registrata nelle prime ore di martedì 28 quando le precipitazioni sono risultate diffuse, d’intensità moderata e con quantitativi anche consistenti, in particolare su Prealpi occidentali e pianura centro-occidentale. Degno di nota è stato l’andamento del limite della neve che si è mantenuto elevato per il periodo, in prevalenza oltre i 2.000 metri sulle Prealpi ma a tratti anche sulle Dolomiti».
Negli ultimi giorni di gennaio le temperature si sono mantenute quasi sempre su valori ben superiori alla norma del periodo (in media +2/+4°C circa). «Le massime hanno raggiunto diffusamente valori compresi tra i 16°C-18°C in pianura (10°C circa superiori alla norma)» spiegano dall’Arpav. «In Valbelluna temperature massime di circa 13-15°C, ad Agordo registrati 11°C».
Intanto, dopo la rapida perturbazione di ieri (sabato 1° febbraio), il tempo torna bella. Solo sole nei prossimi giorni, con temperature più rigide nei fondovalle che in quota, per effetto dell’inversione termica.





