Secondo un vecchio detto, il corpo è curato dai medici. L’anima, dagli scrittori.
Ma è una bugia. O meglio, una mezza verità. Perché un medico, e di spessore assoluto, era Giancarlo Boito. E lui curava le persone in ogni aspetto: sì, anche nell’anima.
Purtroppo il tempo verbale è al passato, perché il dottor Boito non c’è più: a soli 67 anni, una terribile malattia ha strappato lo storico medico di base di Ponte nelle Alpi ai suoi pazienti, alla comunità, ma soprattutto ai suoi cari.
Professionista esemplare, aveva la capacità di esserci sempre: per tutti, nel momento giusto e nel modo opportuno. Tenace, preparato, deciso, a volte pure spigoloso, ma allo stesso tempo sensibile nel capire l’essere umano e adattarsi alle diverse situazioni. Entrava in sintonia col giovane, così come con l’anziano, amava la natura, l’orto, i viaggi in camper. E ovviamente la sua famiglia.
Per lui il lavoro era essenzialmente passione, quasi una missione. Non a caso, come ricorda una paziente, «faceva stare bene chi aveva di fronte».
E allora buon viaggio, dottor Boito. Anzi, arrivederci Giancarlo.





