Un servizio che apre, mentre altrove si chiude. È il segnale concreto lanciato da Santo Stefano di Cadore, dove è stato inaugurato il nuovo Snodo in quota: un presidio di prossimità che porta i servizi sociali, digitali e informativi direttamente nei territori montani del Comelico. È il quinto punto della rete “Snodi in quota”, progetto promosso dal Comune di Belluno (capofila), sostenuto dalla Fondazione Cariverona, coordinato da MetaLogos e realizzato in collaborazione con la Conferenza dei Sindaci e l’Azienda ULSS 1 Dolomiti.
Alla cerimonia di apertura hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo sociale: il sindaco di Santo Stefano Alfredo Comis, il sindaco di San Nicolò di Comelico e vicepresidente dell’Unione Montana Davide De Rigo Cromaro, il sindaco di Danta di Cadore Thomas Menia Corbanese, la vicesindaca di Comelico Superiore Marta Bramezza, il consigliere comunale Amedeo Buzzo, la responsabile dell’area sociale Patrizia De Martin, l’educatrice Sofia De Bernardo della cooperativa “Il Girasole”, Lara De Lorenzo Buffolo del Comune di San Nicolò, Rina De Lorenzo Tobolo della Cooperativa Cadore Scs e don Paolino Rossini, parroco di Stefano.
«Le istituzioni devono andare verso i cittadini, non il contrario» ha ricordato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Belluno, sottolineando lo spirito originario del progetto. Lo Snodo offrirà supporto gratuito su più livelli: assistenza digitale (SPID, servizi online), orientamento su bonus e contributi sociali, contatto diretto con i servizi di assistenza, lavoro e formazione. «Lo Snodo in quota è un luogo di relazione, una porta d’ingresso al sistema dei servizi» ha dichiarato Michele Dal Farra, presidente di MetaLogos, evidenziando come il progetto stia diventando un vero laboratorio di innovazione sociale. Oltre 1.100 accessi sono già stati registrati negli altri punti della rete.
Il progetto si inserisce anche nel percorso verso la costituzione dell’Ambito territoriale e sociale del Bellunese, prevista entro marzo 2026. «Stiamo costruendo una rete che garantisca pari opportunità di accesso ai servizi, indipendentemente dal luogo in cui si vive» ha aggiunto l’assessore Dal Pont.
Dagli interventi è emerso un messaggio condiviso: fare squadra, superare i campanilismi e offrire servizi duraturi anche nelle aree più periferiche. «In un periodo in cui si vedono spesso uffici e sportelli chiudere, oggi inauguriamo un servizio che apre» ha commentato la vicesindaca Marta Bramezza. Lo Snodo sarà operativo fino alla fine del 2025, con l’obiettivo di prolungarne l’attività anche nel 2026, integrandolo con le future Case della Comunità previste dal PNRR.





