Binari sospesi: tra lettere e smentite, quale futuro per la ferrovia bellunese?

Binari sospesi: tra lettere e smentite, quale futuro per la ferrovia bellunese?

Una lettera, varie smentite, un’interrogazione parlamentare. E nel mezzo, una ferrovia che sembra viaggiare più tra le ipotesi che sui binari. Il collegamento Ponte nelle Alpi–Calalzo torna al centro del dibattito, ma il futuro resta avvolto nella nebbia.

Tutto era cominciato con il Pd bellunese, che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme: chiusure di sei mesi fino al 2030, poi tre mesi di stop ogni anno. Una prospettiva che non ha entusiasmato nessuno: ultima stazione, la chiusura.

La prima a smentire è stata la Regione Veneto, per voce della vicepresidente Elisa De Berti: «Leggo con stupore le notizie sulla presunta volontà di chiudere la linea ferroviaria Ponte nelle Alpi–Calalzo. Non c’è alcuna intenzione, né da parte di RFI né della Regione, di interrompere un collegamento così strategico per il Cadore e il Bellunese». E per chi avesse dubbi, De Berti ha snocciolato i numeri: «65 milioni di euro investiti dal 2015 al 2025, di cui 11 milioni solo nel 2025 grazie ai fondi olimpici». Altro che ramo secco.

A riaccendere la miccia però è stata la lettera di Rfi al Comune di Pieve di Cadore, pubblicata sui social dalla sindaca Sindi Manushi e da Alessandro Del Bianco. Nella missiva si legge che «sono previste chiusure continuative nei periodi 14 settembre – 14 dicembre, 29 marzo 2026 – 6 giugno 2026 e 13 settembre 2026 – 12 dicembre 2026». E che, se tutto va come previsto (e finanziato), «le stesse finestre temporali verranno replicate fino al 2030».

Ma non finisce qui: «Il completamento degli interventi manutentivi che necessitano di almeno 6 mesi di chiusura si ritiene potranno essere completati dopo il 2030. Pertanto, dopo tale data, si ritiene che la chiusura continuativa possa essere ridotta a 3 mesi». Insomma, un futuro più compatto, ma pur sempre interrotto.

Il Pd ha subito annunciato un’interrogazione parlamentare. E Rfi, a stretto giro, ha corretto il tiro: «Al momento non sono state pianificate ulteriori chiusure di linea oltre l’anno 2027». Tradotto: niente è deciso, tutto è possibile, ma non ditelo troppo forte.

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