Un progetto che nasce per contrastare lo spopolamento e diventa simbolo di rigenerazione territoriale. La nuova scuola secondaria di primo grado di Puos d’Alpago è stata protagonista ieri, 25 settembre, alla Biennale di Venezia, durante la presentazione del catalogo della XIX edizione del Premio Architettura Città di Oderzo (PAO).
L’iniziativa, ospitata nella prestigiosa Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, ha visto la partecipazione del Comune di Alpago insieme ai progettisti dello studio Facchinelli Daboit Saviane, vincitori del premio 2025 per la realizzazione dell’edificio scolastico inaugurato lo scorso settembre 2024.
Durante la tavola rotonda moderata dalla giornalista Maria Chiara Voci (Il Sole 24 Ore), il Sindaco Alberto Peterle e il Responsabile dei Lavori Pubblici Luca Facchin hanno raccontato il percorso che ha portato alla nascita della nuova scuola. Un’opera da oltre 4 milioni di euro, interamente finanziata da fondi nazionali, che oggi rappresenta molto più di un edificio: è un presidio educativo, uno spazio pubblico multifunzionale, un’agorà per tutta la comunità.
«La scuola di Puos è un esempio virtuoso – ha commentato il Sindaco Peterle – che merita di essere condiviso con l’intera filiera costruttiva. È il simbolo di una strategia contro lo spopolamento, avviata con la fusione dei Comuni nel 2016 e proseguita con la riorganizzazione delle sedi scolastiche».
Il progetto è stato inserito nel catalogo ufficiale del Premio PAO, che raccoglie le migliori opere architettoniche dell’edizione 2025. Ma non solo: i materiali progettuali sono stati conferiti all’Archivio del Premio, custodito presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia. Un gesto che sancisce il valore culturale e simbolico dell’opera, pensata per promuovere il long life learning e offrire nuovi spazi di relazione alla cittadinanza. «L’istruzione diventa generatrice di relazioni e qualità urbana – ha aggiunto Peterle – e la scuola di Puos ne è la prova concreta. Oggi è già sede di iniziative culturali, come la rassegna del mese del libro, aperta a tutta la popolazione».





