In Veneto operano poco più di 37mila infermieri, ma il ricambio generazionale è sempre più critico. I test d’ingresso ai corsi di laurea in Infermieristica hanno registrato un calo del 40% rispetto ai posti disponibili. A Padova, Verona e Treviso le iscrizioni sono in netto calo, riflettendo una crisi nazionale: su 20.699 posti, le domande sono state appena 19.298. La carenza attuale di 5.000 infermieri in Veneto potrebbe salire a 9.000 entro quattro anni. A peggiorare il quadro, la dispersione durante il triennio universitario: 3 studenti su 10 abbandonano prima della laurea.
Guerrino Silvestrini, referente Nursing Up Veneto, denuncia: «Il blocco delle progressioni di carriera e la mancanza di incentivi rendono la professione poco attrattiva. Servono borse di studio per i tirocini e investimenti reali». Nella sola Ulss 2, 180 infermieri non avanzano di fascia da oltre 10 anni.
Con l’invecchiamento della popolazione — entro il 2030 gli over 65 saranno il 30% dei veneti — la figura dell’infermiere diventa sempre più centrale. Ma il rapporto è di 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro i 9 della media europea.
Silvestrini conclude: «I segnali dalle istituzioni non sono incoraggianti. Senza interventi strutturali, il sistema rischia di non reggere».





