Complice la bella giornata di sole, molti sono stati gli escursionisti che si sono avventurati sulle Dolomiti. E di conseguenza quella di ieri (20 settembre) è stata una giornata lunga e impegnativa per il Soccorso alpino, tra operazioni notturne e interventi in serie sulle montagne del Bellunese e dell’Alto Adige. Escursionisti feriti, malori improvvisi, difficoltà fisiche e una coppia bloccata sulla Cima Grande di Lavaredo: il bilancio parla di sette operazioni, alcune complesse e condotte in condizioni estreme.
Bloccati sulla Cima Grande: intervento notturno
La giornata si è aperta con la conclusione di un intervento iniziato la notte precedente (in foto una fase dell’intervento). Una coppia di alpinisti spagnoli, 31 e 34 anni, aveva attaccato lo Spigolo Dibona alle 5 del mattino, raggiungendo la cima nel pomeriggio. Durante la discesa hanno perso la traccia e si sono calati tra salti verticali e cenge instabili, fermandosi su un terrazzino a 2.500 metri. Passate le 23, hanno chiesto aiuto. Sette tecnici del Soccorso alpino di Auronzo, tra cui due della Guardia di Finanza, li hanno localizzati grazie alla pila rossa e alla termocamera di un drone. Dopo una risalita di 200 metri tra camminata e arrampicata, li hanno raggiunti, assicurati e accompagnati al Rifugio Auronzo. L’intervento si è concluso alle 5 del mattino.
Ferito sul Sentiero geologico di Valt
Alle 10.30, una squadra della Val Biois è intervenuta per soccorrere un 37enne di Collesalvetti (LI), feritosi a una gamba sul Sentiero geologico sopra Valt. L’uomo era scivolato sulla ghiaia, sbattendo contro un tronco con una vite infissa, riportando un profondo taglio sotto il ginocchio. I soccorritori lo hanno medicato, caricato sulla barella e trasportato fino alla strada, dove lo attendeva l’ambulanza della Croce Verde Val Biois diretta all’ospedale di Agordo.
Infortunio al Rifugio Vandelli
Alle 13, Falco 2 è stato inviato al Rifugio Vandelli per una 25enne di Zanè (VI), infortunatasi a un ginocchio e impossibilitata a scendere. L’elicottero è atterrato in piazzola, la ragazza è stata valutata, imbarcata e trasportata all’ospedale Codivilla.
Trauma cranico a Porta Vescovo
Subito dopo, Falco 2 è volato a Porta Vescovo per una ciclista 37enne di Bergamo, caduta in pista e colpita al volto con sospetto trauma cranico. Il personale sanitario è sbarcato in hovering, ha prestato le prime cure e, con il quad del Soccorso alpino di Livinallongo, ha trasportato la donna fino all’elicottero, poi decollato verso Belluno.
Malore sul Monte Settsass
Alle 14, l’elisoccorso di Bolzano è intervenuto per un escursionista 66enne di Bolzano, colto da malore lungo il sentiero 23 sul Monte Settsass. Recuperato dal Pelikan, è stato trasportato in ospedale per accertamenti.
Spalla lussata sulla Ferrata del Paterno
Passate le 15, una 37enne tedesca ha riportato una lussazione alla spalla sulla Ferrata del Paterno. In attesa di un’eliambulanza, tutte impegnate, è stata soccorsa da un medico di passaggio — operativo nell’elisoccorso — che ha riposizionato l’articolazione. L’ha poi accompagnata fino ai Piani di Cengia, dove il sentiero è diventato impraticabile. A quel punto è stato possibile inviare l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, che ha trasportato la donna all’ospedale di Brunico.
Escursionista sfinito in Val de Pena
Poco prima delle 15, il figlio di un 81enne di Salzano (VE) ha chiesto aiuto: il padre, sfinito dalla stanchezza, non riusciva più a proseguire in Val de Pena. Il Soccorso alpino del Centro Cadore lo ha raggiunto con un fuoristrada e poi a piedi, accompagnandolo fino alla sua auto. L’uomo ha rifiutato il ricovero e ha fatto rientro autonomamente.





