Una giornata dedicata alla montagna, alle sue tradizioni e alla bellezza autentica delle Prealpi. Domenica 7 settembre torna “Malghe tra Miane e Borgo Valbelluna”, la manifestazione che celebra il territorio con una festa itinerante, senza biglietto d’ingresso né percorso obbligatorio.
I visitatori potranno esplorare liberamente il crinale tra le Prealpi Trevigiane e Bellunesi, scegliendo dove sostare e quali esperienze vivere: escursioni, degustazioni, attività culturali e musicali. Il percorso si snoda da Malga Garda a Malga Canidi, fino a Praderadego, toccando luoghi suggestivi come Malga Budui, il Rifugio Posa Puner, i Pian Alti e Bassi, Salvedella Vecia e Nova, e Malga Mont.

Il programma della giornata
Un ricco calendario di eventi scandirà la giornata:
- Ore 8.00 – Miane: partenza della TRAMALGABIKE in MTB verso il Rifugio Posa Puner (a cura del Miane Bike Team)
- Ore 8.30 – Praderadego: passeggiata in compagnia con Borgo Valbelluna Safe Walking Aps
- Ore 9.00 – Posa Puner: passeggiate didattiche nel bosco con Amici del Bosco; alle 14.30 incontro con l’autore Daniele Genovese di Passegginando
- Ore 9.00 – Chiesetta di Posa Puner: escursione CAI verso Ponte di Val d’Arc (prenotazione obbligatoria per i non soci)
- Tutto il giorno – area Poiat: ricostruzione storica di una postazione per la produzione del carbone vegetale
- Tutto il giorno: concerto itinerante con il Coro Montecimon di Miane
Le malghe saranno aperte per accogliere i visitatori con piatti genuini preparati secondo antiche ricette, grazie all’impegno delle Pro Loco e delle associazioni locali.

Le parole dei sindaci
Il sindaco di Miane, Moreno Guizzo, sottolinea l’importanza della sinergia tra territori: «Grazie al lavoro dei volontari e allo spirito di comunità, possiamo offrire un’esperienza autentica che valorizza le nostre montagne e il patrimonio culturale della nostra terra». Il sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa, aggiunge: «Questa manifestazione unisce i valori della montagna con la cultura della solidarietà. È un’occasione unica per vivere le nostre malghe e rendere omaggio alla nostra identità».
(photocredits: Roberto De Pellegrin)





