La preoccupazione è concreta, e cresce di giorno in giorno: la ferrovia tra Ponte nelle Alpi e Calalzo di Cadore rischia di chiudere al traffico passeggeri con l’entrata in vigore dell’orario estivo 2026. A lanciare l’allarme è stato il Corriere delle Alpi, che ha parlato di una dismissione “molto probabile, se non praticamente certa”, citando fonti interne a RFI. La linea resterebbe attiva solo per i treni turistici della Fondazione FS. Una prospettiva che ha acceso il dibattito e mobilitato il territorio. L’associazione Treni Belluno ha recentemente pubblicato un’analisi dettagliata sulle criticità della tratta e sulle possibili soluzioni, mentre il mondo politico inizia a muoversi con decisione.
L’iniziativa dei sindaci
A farsi portavoce delle istanze locali è Thomas Menia Corbanese, sindaco di Danta di Cadore e vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro, che annuncia la presentazione di un ordine del giorno nella prossima Assemblea dei Sindaci per chiedere una presa di posizione chiara a favore del mantenimento della linea: «Il trasporto pubblico locale è in sofferenza da anni – afferma –. La ferrovia può e deve essere un pilastro di un sistema integrato con il trasporto su gomma. Le Olimpiadi dovevano rilanciare i servizi, non giustificarne la chiusura». Anche il presidente dell’associazione, Luca Frescura, parla di “un’occasione persa” e di “una strategia pericolosa che rischia di spegnere la luce sulle nostre montagne”.
Il PD: “Un disastro annunciato”
Durissimo anche il giudizio del PD Belluno Dolomiti, che definisce la possibile chiusura “inaccettabile e inconcepibile”. Il partito accusa il governo e il senatore Luca De Carlo di aver adottato solo “misure spot” e punta il dito contro la soppressione dell’espresso Roma–Calalzo, “durato il tempo di un articolo di giornale”: «Siamo davanti a un depotenziamento sistematico – scrive il PD –. Si scoraggiano i passeggeri per poi giustificare la chiusura. È una lenta eutanasia del trasporto ferroviario in montagna». Il partito chiede atti concreti nei Consigli comunali e in quello provinciale, a partire dalla garanzia di un utilizzo continuativo della linea tutto l’anno, non solo stagionale.
Una tratta strategica, non da abbandonare
La questione si fa ancora più urgente in questi giorni di traffico intenso lungo l’Alemagna, con code chilometriche all’uscita dell’autostrada. E mentre si avvicina il completamento del collegamento ferroviario tra Venezia Mestre e l’aeroporto Marco Polo, che potrebbe rendere ancora più strategica la tratta Ponte–Calalzo per il turismo, l’ipotesi di chiusura appare sempre più paradossale: «La montagna ha bisogno di servizi pubblici stabili, accessibili ed efficienti – conclude il PD –. Non possiamo permettere che venga abbandonata».





