Ex Agip, oggi il voto in consiglio, in un clima sempre più rovente

Ex Agip, oggi il voto in consiglio, in un clima sempre più rovente

Oggi è il giorno decisivo — o quasi. Dopo mesi di discussioni, polemiche e tensioni crescenti, arriva in Consiglio comunale la delibera sull’area ex Agip. Una delibera che divide e che anima il dibattito cittadino da tempo. Il tema ha trovato nuovo slancio martedì sera, quando nella sala parrocchiale di Cavarzano è andata in scena un’assemblea pubblica tutt’altro che tranquilla. A convocarla, il sindaco Oscar De Pellegrin, intenzionato a fare chiarezza. Ma il clima, sin da subito, è apparso rovente.

Una sala gremita e voci contrapposte
Due ore e mezza di confronto serrato, con interventi accesi da parte di cittadini, comitati e consiglieri di minoranza. Sul tavolo, il futuro dell’area ex Agip, dove il privato — la famiglia Buzzatti, titolare del marchio Kanguro — intende costruire un supermercato da 1.500 metri quadrati. Un progetto che ha sollevato dubbi sulla viabilità, sull’impatto ambientale e sulla coerenza urbanistica. Il capofrazione Luigi Filippo Daniele ha contestato la scelta della compensazione urbanistica: una rotatoria all’altezza del Don Bosco, ritenuta troppo distante dal sito interessato.

A infiammare il dibattito, le parole di Livio Viel e Giovanni Crema, ex assessore ed ex sindaco. Viel ha ricordato il vincolo verde imposto nel 1996 e ha accusato l’amministrazione di aver ceduto all’iniziativa privata: «Il destino dell’area è ancora nelle mani del Comune. Volete o no esercitare le funzioni pubbliche per cui siete stati eletti?». Crema ha sollevato dubbi sulla tempistica dell’acquisto da parte del privato e sulla necessità di nuove delibere: «Questa cosa grida vendetta»

Il sindaco non arretra: “Scelte coraggiose, per il futuro della città”
In una risposta data alle stampe ieri (31 luglio) il primo cittadino ricostruisce l’intero iter amministrativo, partendo dalla delibera del 2022 che ha classificato l’area ex Agip come “degradata” — passaggio fondamentale per consentire la variante urbanistica. «È lì che va cercata l’origine di quanto sta accadendo oggi», spiega, sottolineando che il progetto non nasce con l’attuale giunta, ma è l’esito di un percorso avviato dalla precedente amministrazione.

De Pellegrin rivendica poi il confronto con la proprietà, che ha portato a un accordo per 650mila euro di opere compensative, tra cui la realizzazione di una rotatoria all’altezza del Don Bosco. Una scelta contestata da molti, ritenuta troppo distante dal sito interessato e poco coerente con il Piano della mobilità sostenibile, che prevede la trasformazione di via Colle in senso unico. Il sindaco respinge anche le accuse di scarsa trasparenza e difende la convocazione dell’assemblea: «L’incontro è stato organizzato proprio per spiegare in modo chiaro e aperto l’intervento urbanistico, che riguarda un’area strategica per tutta la città, non solo per Baldenich».

Risponde anche alle critiche del Partito Democratico, accusando l’opposizione di alimentare polemiche strumentali: «Chi grida allo scandalo oggi, dimentica che la delibera urbanistica è stata approvata nel 2022. Il nostro compito è gestire un iter già avviato, informando i cittadini». Infine, ribadisce la visione strategica della giunta: «Pensiamo a Belluno fra vent’anni, non solo all’immediato. Servono scelte coraggiose, anche se impopolari»

Oggi il voto: maggioranza compatta, ma l’opposizione non molla
La delibera approda oggi in aula, nel consiglio comunale convocato per le 14.30. La maggioranza sembra intenzionata a tirare dritto, ma l’opposizione promette battaglia. Il Comitato frazionale ha persino ipotizzato un’azione giudiziaria contro il progetto. Sullo sfondo, una petizione popolare con oltre 700 firme e un Piano della mobilità sostenibile che prevede modifiche alla viabilità di via Colle, rendendo ancora più controversa la rotatoria proposta

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