La Consigliera di Parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego, interviene con decisione sul caso di una dipendente di Cortina Marketing, società a totale partecipazione pubblica, alla quale è stato negato lo smart working nonostante la richiesta fosse motivata da esigenze di cura familiare e dal rientro da congedo parentale.
«Inaccettabile da una società pubblica»
La Consigliera definisce l’atteggiamento dell’azienda “doppiamente inaccettabile”, perché non solo disattende le normative nazionali sulla conciliazione vita-lavoro, ma lo fa da una realtà pubblica che dovrebbe incarnare princìpi di inclusione e responsabilità sociale. A pesare è anche l’assenza ingiustificata dei rappresentanti aziendali all’incontro convocato dalla stessa Consigliera. «Un gesto che mina il principio di leale collaborazione tra soggetti pubblici», sottolinea, richiamando l’art. 15 del D.Lgs. 198/2006.
Mentre il Veneto promuove certificazioni come Family Audit e politiche di benessere organizzativo, il caso di Cortina Marketing solleva dubbi. «Trincerarsi dietro motivazioni generiche come la sopravvenienza delle Olimpiadi è un errore che ignora il cambiamento in atto nel mondo del lavoro», commenta Monego, che esprime solidarietà alla lavoratrice e lancia un appello al dialogo, auspicando che l’azienda voglia rivedere la propria posizione, «Aprendo un confronto trasparente nel rispetto delle norme e della dignità del lavoro».





