Dalla passione per la meccatronica a tre brevetti rivoluzionari: è la storia di Adriano De Martin, giovane talento di Tisoi che ha svelato al pubblico, presso l’UrbanHub Belluno, una suite di innovazioni destinate a cambiare il tracciamento del movimento umano. Una pietra miliare non solo per lui, ma per tutto l’ecosistema Fablab Belluno, proprio nel decimo anniversario dalla sua fondazione. Un guanto che legge i movimenti, un tracker resistente, un sistema accessibile: tre invenzioni, un’unica visione. Il futuro del wearable prende forma tra le Dolomiti.

Dal sogno all’impresa
Adriano ha iniziato il suo percorso da autodidatta, tra circuiti e saldature nel Fablab, trasformando idee in prototipi grazie a mentorship, strumenti avanzati e tanta determinazione. I suoi dispositivi ora sono coperti da brevetti registrati e seguiti all’interno dell’UrbanHub, il polo innovativo promosso da Centro Consorzi.

La tecnologia che (ri)muove
Le sue tre soluzioni— un guanto sensorizzato per la precisione millimetrica, un tracciatore affidabile anche in ambienti ostili, e un sistema economico di motion capture—costituiscono una piattaforma integrata, modulare e scalabile. Pensata per robotica, riabilitazione, industria, gaming e realtà virtuale.
Dall’idea al mercato globale
Telemedicina, addestramento, automazione, VR: il ventaglio applicativo è ampio, così come il potenziale economico. Adriano guarda lontano, ma senza dimenticare da dove è partito. «È il primo brevetto nato in casa nostra» sottolinea Michele Verdolini, coordinatore di Fablab e UrbanHub. «Un risultato reso possibile grazie a un ecosistema fatto di idee, strumenti e relazioni. E al supporto di realtà come Fondazione Cariverona».
Il futuro si costruisce un’idea alla volta. E a Belluno ha già preso forma.





