Cava attiva fino al 2036, il consiglio comunale di Alpago proroga il termine del contratto relativo al diritto di escavazione di detrito a Col delle Vì, in località Farra d’Alpago.
La decisione, deliberata lo scorso 26 novembre, ha stabilito infatti una prosecuzione dell’autorizzazione per ulteriori 12 anni al Consorzio Farra Sviluppo s.c.r.l., entità che aveva già in essere un contratto per il medesimo sfruttamento dal 2000, la cui scadenza era per l’appunto fissata al 31 dicembre 2024. Questa scadenza coincideva nello specifico con la scadenza dell’autorizzazione regionale in capo al consorzio stesso. A tale proposito, l’art. 12 della L.R. 13/2018 prevede infatti la possibilità, unicamente in capo alla ditta titolare dell’autorizzazione, di chiedere la proroga del termine di conclusione dei lavori di estrazione, che può essere concessa per una sola volta e per un periodo comunque non superiore alla metà del periodo stabilito dall’autorizzazione originaria.
Il Consorzio ha presentato una richiesta di proroga del termine di conclusione dei lavori alla Regione ed una correlata richiesta di proroga dell’attuale contratto relativo all’utilizzo dei terreni del Comune al Comune stesso. Il Comune, a fronte di tale richiesta, ha avviato gli opportuni approfondimenti tecnici e giuridici, con il supporto di professionisti, per affrontare al meglio la questione ed avere tutti gli elementi a disposizione per una decisione ponderata. Ad esito di un’approfondita istruttoria l’Amministrazione ha ritenuto infatti che la decisione migliore fosse quella di prorogare l’attuale contratto con il Consorzio. Ciò in quanto, anche a seguito dei diversi contatti ed incontri con gli uffici regionali competenti, la scadenza dell’autorizzazione avrebbe comportato la ricomposizione del sito e l’eventuale avvio di un complesso iter per l’ottenimento di un nuovo titolo autorizzativo da parte del Comune, con tempistiche piuttosto lunghe (almeno due anni) legate a complessi procedimenti amministrativi ad esito incerto. Nella decisione è stato tenuto presente però anche un diverso aspetto. Il progetto di escavazione iniziale prevedeva l’estrazione di circa 8 milioni di metri cubi; attualmente ne sono stati scavati circa 4 milioni e mezzo, quindi restano circa 3 milioni e mezzo di metri cubi da coltivare; il progetto, ancora valido, non è stato “esaurito” completamente e quindi prevedere una ricomposizione e poi riaprire nuovamente la cava non sarebbe risultato congruo; è risultato più efficace proseguire questo progetto che è basato su titoli autorizzativi già in essere. Dal 2021 inoltre sono stati avviati inoltre anche dei sondaggi di carattere tecnico per valutare la potenzialità aggiuntiva del sito e da questi sondaggi è emerso che il Comune dispone di ulteriori terreni, diversi da quelli oggetto dell’attuale autorizzazione, che potrebbero essere utilizzati in futuro. Il prezzo altresì che attualmente è riconosciuto al Comune da parte del Consorzio di € 3,93/mc, soggetto ad aggiornamento in base al contratto, risulta congruo, come rilevato dallo studio di un esperto condotto nell’iter istruttorio.
È pertanto importante sottolineare che la deliberata prosecuzione della concessione dell’area della cava, proprietà comunale di superficie complessiva pari a mq. 413.680, comporterà infatti un’entrata significativa al Comune di Alpago di circa 470.000 € annui.





