Il prossimo weekend (sabato 12 e domenica 13 ottobre) tornano per la tredicesima edizione le Giornate Fai d’autunno, uno dei più importanti e amati eventi di piazza dedicati al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese. Da Nord a Sud della Penisola 700 luoghi d’arte, storia e natura, insoliti e curiosi, poco conosciuti e valorizzati, alcuni dei quali solitamente inaccessibili, apriranno al pubblico in 360 città.
Due sono le aperture nel Bellunese. Il Gruppo Fai di Feltre, insieme agli Apprendisti Ciceroni del Liceo Dal Piaz e al Fondaco per Feltre, attendono i visitatori al Teatro della Sena situato nel cuore del centro storico, all’interno dell’antico Palazzo della Ragione, imponente palazzo cinquecentesco dai grandi portici palladiani. Il Teatro fu ristrutturato nell’800 da Giannantonio Selva, che aveva completato alla fine del secolo precedente il celebre teatro della Fenice di Venezia. Durante l’apertura al pubblico sarà possibile, entrando dal Loggiato palladiano, salire la scalinata ammirando gli affreschi raffiguranti antiche divinità. Si andrà poi ad ammirare, passando per il foyer con i suoi vari strati dipinti, la splendida “Sena”, o scena, ottocentesca, oltre alle decorazioni dei tre ordini di palchi, del soffitto dipinto “a velario” e del boccascena., Alle 11 e alle 17 sia il sabato che la domenica, si potranno inoltre ammirare la Sala Stemmi dell’antico Palazzo dei Rettori e la Sala Consiliare del Palazzo della Ragione.
A cura dei Volontari Fai di Belluno, con gli studenti del Liceo scientifico “Umberto Follador” di Agordo e le guide del Centro Minerario, sarà invece l’apertura di Valle Imperina a Rivamonte, importante sito storico industriale che sorge nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi. Utilizzato dal 1400 al 1962 con numerose gallerie di miniera, il giacimento è diventato nel tempo la maggior fonte di sostentamento per la popolazione locale. Dedicata agli iscritti Fai, con numero limitato di posti, sarà possibile partecipare a un’escursione della durata di circa un’ora fino alla Galleria Santa Barbara, che nel ‘600 dava accesso alla maggior parte delle zecche attive e nell’ 800 permetteva di accedere anche al Pozzo Capitale.






