No del Bard al Vanoi: «Basta regalare l’acqua alla pianura»

No del Bard al Vanoi: «Basta regalare l’acqua alla pianura»

«I territori montani delle province di Trento e Belluno sono contrari alla realizzazione della diga del Vanoi: consorzi, Governo e Regione ne tengano conto e ascoltino la voce unanime delle popolazioni locali». Così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ribadisce la sua netta contrarietà al progetto del bacino idrico tra Trentino e Bellunese.

«La conclusione della progettazione della diga del Vanoi va contro la volontà delle popolazioni delle province e dei territori di Trento e Belluno, già espressa chiaramente anche con atti formali. Il proseguire su questa strada va quindi riconsiderato da parte dei consorzi di bonifica e questa posizione va tenuta in debita considerazione dal Governo e dagli enti interessati: i rappresentanti politici locali devono portare a Roma e Venezia la contrarietà dei territori ad un’operazione che si rivela a solo vantaggio dell’inefficiente agricoltura della pianura veneta», dicono dal Bard.

Proprio il tema irriguo e del valore della risorsa idrica montana sono temi da sempre sotto la lente del movimento autonomista: «Si continua a non parlare del fatto che l’acqua viene praticamente regalata alla pianura ed è considerata bene primario a costo zero dai consorzi irrigui: questo non è più possibile. Il valore del bene acqua va riconsiderato e vanno equamente remunerate le popolazioni di montagna che devono subire lo sfruttamento dei bacini a scopo irriguo: pensiamo ad esempio ai perenni casi dei laghi bellunesi il cui livello si alza e si abbassa a seconda degli umori della pianura, rendendo impossibile la pianificazione e la crescita turistica di queste aree. Questi fatti confermano l’idea che la montagna debba potersi governare in maniera autonoma dalla pianura e che debba unire le forze contro le richieste provenienti dalle economie estranee al fragile territorio alpino. La montagna bellunese non può continuare ad essere governata dalla pianura veneta e, piuttosto, vanno costruite sinergie con i contermini territori dolomitici: lampante è la differenza di posizioni – o di “non posizione” – tra Trento e Venezia su questa questione».

Autogoverno del territorio alpino e dolomitico quindi come elemento indispensabile per la tutela delle risorse e delle popolazioni: «Chiediamo al presidente della Regione Luca Zaia che, nelle more della costruenda autonomia differenziata per la quale si è già giustamente attivato, sia predisposta con urgenza anche la tematica del trasferimento di competenze e risorse alla Provincia di Belluno».

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