Segno meno, rispetto a un anno fa. Segno ampiamente positivo rispetto all’ultimo trimestre. È il colpo di reni dell’occhialeria a tener botta e a trainare l’intero comparto manifatturiero bellunese. In un quadro che cambia di continuo – i mercati sono in subbuglio, negli ultimi tempi – è come sempre l’occhiale a dare stabilità. Lo dicono i dati dell’indagine Veneto Congiuntura del primo trimestre 2024, realizzata da Unioncamere del Veneto: il focus si basa su 2.466 imprese del Veneto con almeno 10 addetti (per un totale di 112.543 addetti) di cui 539 imprese della provincia di Treviso (per un totale di 36.816 addetti) e 79 imprese della provincia di Belluno con almeno 10 addetti (per un totale di 4.690 addetti).
I DATI
Come detto, il confronto su base annua permane con segno negativo per produzione e raccolta ordini. In particolare, per produzione e ordini esteri il calo è, rispettivamente, del -4,0% e del -3,7%, ma per entrambi gli indicatori la stima è in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente. Di intensità maggiore è la flessione degli ordini dal mercato interno: del -8,9%, sempre su base tendenziale. Con segno positivo sono invece le variazioni congiunturali. Rispetto al trimestre precedente la produzione sale del +9,4%, mentre il grado di utilizzo degli impianti continua ad oscillare posizionandosi nel primo scorcio d’anno poco al di sotto del 70%. La raccolta ordini dal mercato interno cresce del +5,9% e, dopo tre trimestri, tornano in positivo anche gli ordinativi dall’estero (+6,7%), contribuendo all’allungamento dell’orizzonte temporale del portafoglio ordini che sale a 56,5 giorni di produzione assicurata, dai 55,5 del trimestre precedente.
Nel panorama per settori, spicca l’occhialeria: al netto delle consuete oscillazioni stagionali, conferma il suo trend positivo (variazione congiunturale della produzione: +3,2%; ordini esteri +17,5%; ordini interni +7,4%). Lo stesso non si può dire delle altre aree manifatturiere.
IL COMMENTO
«I risultati al primo trimestre 2024 dell’indagine congiunturale condotta come di consueto su un campione di imprese manifatturiere venete, trevigiane e bellunesi, non evidenziano ulteriori peggioramenti. Siamo ancora dentro una fase di rallentamento del ciclo economico, ma con alcuni incoraggianti segnali di attenuazione» commenta il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza. «Quali sono i dati che ci permettono questa affermazione? Le variazioni congiunturali – spiega Pozza -: produzione e raccolta ordini, in particolare dai mercati esteri, sono tornati a recuperare terreno, sostenendo la tenuta e il lieve miglioramento del grado di utilizzo degli impianti, e un altrettanto lieve allungamento dei giorni di produzione assicurati dal portafoglio ordini. Restiamo pur sempre dentro un quadro di congiuntura debole, condizionato dai ben noti scenari internazionali e da settori che oggi pagano di più l’inflazione strisciante, il calo del potere d’acquisto delle famiglie, l’incertezza negli investimenti, come anche l’esaurimento di fasi fin troppo effervescenti immediatamente dopo la pandemia. Fra tutti, il legno-arredo è un settore che sembra non partecipare ancora al recupero congiunturale, con tutti i suoi indicatori (non solo produzione, ma anche ordinativi) ancora in negativo. Ma anche il “sistema moda” presenta indicatori prossimi alla stazionarietà, con l’eccezione dell’occhialeria che conferma il suo trend positivo».





