La Cassa Solidarietà Aziendale dei lavoratori di Luxottica rinnova i suoi vertici e presenta il bilancio dell’ultimo anno di attività, tra servizi con grandissima richiesta e l’allarme per la denatalità nel Bellunese; tra le buone notizie, le iscrizioni che toccano livelli record e il nuovo assetto del consiglio d’amministrazione.
I soci della CSA a fine settembre 2023 sono 2680, 80 in più rispetto a fine 2022; i contributi erogati per tutti i servizi offerti dalla cassa nel 2022 ammontano a 327mila euro, più della metà dei quali destinati a servizi e prestazioni sanitarie; dalla nascita della CSA, 28 anni fa, sono stati erogati in totale più di 4 milioni di euro.
L’assemblea dei delegati, convocata in estate, ha eletto i suoi otto nuovi consiglieri, a cui si aggiungono – previsti dallo statuto fin dall’origine, ma questa situazione non si era mai verificata fino ad ora – anche un rappresentante dell’azienda e i delegati dalle RSU aziendali. Nuovo presidente è il vicepresidente uscente Diego Palmeri, che lascia la carica a Fabrizio Campedel, guida della CSA per 14 anni.
È proprio Palmeri ad evidenziare il peso e il significato delle iniziative della Cassa: dopo aver raccolto le necessità degli iscritti, che hanno chiesto soprattutto servizi dedicati alle famiglie e ai figli, nel 2019 è nato il fondo per i contributi scolastici; un fondo che ha ottenuto un successo ben oltre le aspettative.
Restando in tema di famiglie e figli, c’è però l’altro lato della medaglia: crollati, nel giro di due anni, i numeri relativi agli assegni di maternità, che vengono erogati in base all’ISEE. Ridotte della metà le domande e quasi di un terzo – da poco meno di 33mila euro complessivi a 13mila – i contributi erogati; sintomi di un continuo declino della natalità e, dati alla mano, anche di un’età più elevata dei richiedenti, che allargano la famiglia sempre più tardi.
C’è poi tutta la partita pensionati: il loro numero è stabile da anni, anche se circa il 50% degli iscritti che va in quiescenza mantiene poi l’iscrizione alla Cassa. In consiglio d’amministrazione siedono anche due loro rappresentanti, ed è proprio uno di loro – socio fondatore della CSA – a spiegare le motivazioni che dovrebbero spingere un pensionato a mantenere l’adesione all’istituto.





