Falco e Falco 2, “coppia” da quasi 300 missioni

Falco e Falco 2, “coppia” da quasi 300 missioni

Fine della sperimentazione estiva per il secondo elicottero dell’elisoccorso provinciale, e il bilancio è decisamente importante: 376 le missioni svolte dal 20 giugno al 20 settembre, 289 quelle nei due mesi di “convivenza” (159 svolte da Falco; 130 da Falco 2, in azione dal 20 luglio). La sperimentazione servirà anche a valutare lo sviluppo delle politiche di elisoccorso promosse dalla Regione Veneto.

L’Ulss 1 Dolomiti, protagonista della sperimentazione realizzata anche in collaborazione con Dolomiti Emergency, ha presentato i dati dell’attività del SUEM, dedicando un focus particolare proprio all’elisoccorso: detto delle 376 missioni complessive, si è scesi nel dettaglio.

In 26 occasioni i due mezzi sono intervenuti fuori provincia o fuori regione, mentre in nove casi i soccorsi in terra bellunese sono arrivati da oltre i confini provinciali; non sono infatti mancate le occasioni in cui sia Falco che Falco 2 erano contemporaneamente impegnate in soccorsi, ben 46.

Scendendo nell’identikit delle persone soccorse, una su cinque è bellunese, una su tre veneta (esclusi i bellunesi); un caso su quattro ha invece visto il soccorso di residenti fuori regione o cittadini stranieri. Ben 41 le richieste di intervento per incidente in bici o e-bike, 38 quelle che hanno visto protagonisti motociclisti, ma non sono mancati soccorsi a chi si è lanciato con la tuta alare o il parapendio (4) o chi è stato morso da una vipera (2).

Oltre all’elisoccorso, importante è stata l’attività di tutto il SUEM bellunese: quasi 18mila le chiamate al 118 nei tre mesi estivi, una media di 191 chiamata al giorno ma con picchi che hanno superato anche le 300 chiamate nell’arco di 24 ore; più di 28mila gli accessi ai pronto soccorso, 310 al giorno, con picchi proprio a ridosso di Ferragosto (459 il 14 agosto, 442 il 16).

Tornando all’elisoccorso, è stato il direttore del SUEM Veneto Paolo Rosi ad evidenziarne l’importanza per il territorio montano e – alla luce dei numeri registrati in soli tre mesi, confrontati con i requisiti minimi nazionali che parlano di 300 interventi all’anno per una stazione di elisoccorso – anticipare come i risultati di questa sperimentazione saranno importanti anche per la futura programmazione regionale.

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