134 i casi di positività “certificati” in provincia, un’incidenza di 55 casi ogni 100mila abitanti alla settimana: questi i dati relativi alla situazione Covid-19 nel territorio bellunese, uno scenario da tenere monitorato ma che non deve destare allarmismo.
Il lieve aumento del numero delle positività infatti non deve preoccupare, soprattutto se rapportato alle situazioni emergenziali – ben visibili nel grafico diffuso dall’Ulss 1 Dolomiti – dell’autunno-inverno 2020 o del picco registrato tra fine 2021 e inizio 2022.

A tranquillizzare, arrivano anche le parole del commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben.
Anche la situazione dei ricoveri è sotto controllo: una dozzina i ricoverati tra gli ospedali di Belluno (6), Feltre (5) e Agordo (1). Solo un caso su tre, però, si è rivolto alle strutture sanitarie esclusivamente per i sintomi legati al Covid.
A regolamentare i nuovi comportamenti da tenere per l’accesso e il ricovero in strutture sanitarie o residenziali socio-sanitarie è arrivata pochi giorni fa (8 settembre) una circolare ministeriale, che suggerisce comportamenti di buon senso: tampone in caso di accesso al pronto soccorso o all’ospedale per ricovero per chi ha sintomi compatibili col Covid o ha avuto contatti stretti con un positivo, così come per i nuovi ingressi o trasferimenti nelle RSA. Risalgono invece ad agosto le raccomandazioni del Ministero della Salute che sempre tramite circolare ricorda come non sia più in vigore l’isolamento per i positivi non ricoverati, riportando i tradizionali suggerimenti: restare a casa se sintomatici, evitare i luoghi affollati, utilizzare la mascherina se si entra in contatto con altre persone.
Il mese di ottobre sarà poi quello dell’avvio della campagna vaccinale anti-Covid, che verrà dedicata a persone anziane e soggetti fragili. Il vaccino, in unica dose, è stato adattato contro la variante “Kraken”.





