Nel mese di agosto le imprese bellunesi hanno programmato 1.350 assunzioni. Un dato senza sostanziali differenze rispetto allo scorso anno (-10). E una buona notizia che sconfina nell’ottimismo per il settore turistico: 400 di queste entrate previste, come era facile attendersi visto il periodo e la vocazione turistica del territorio, riguardano i servizi di alloggio e ristorazione (anche in questo caso, in linea con lo scorso anno).
I dati arrivano dalla Camera di Commercio di Belluno-Treviso e certificano la “voglia” di manodopera delle imprese bellunesi. Sì, perché non c’è solo il turismo a cercare lavoratori: altre 400 assunzioni sono previste dall’industria manifatturiera, di cui 200 nelle industrie meccaniche ed elettroniche (che ricomprendono occhialeria e filiera del food service equipment). Altre 210 assunzioni sono previste dai servizi alle imprese (di cui 90 nei servizi finanziari e assicurativi), 140 assunzioni sono previste dai servizi alle persone (sostanzialmente servizi di pulizia, più marginalmente servizi sociosanitari ed educativi). Il commercio infine prevede nel periodo 120 entrate.
LE FIGURE PIÙ RICERCATE
Addetti alla ristorazione e all’accoglienza turistica, addetti alle pulizie, addetti alle vendite, operai specializzati in meccanica di precisione, manutentori industriali sono le figure professionali che polarizzano quasi la metà (48%) della domanda di lavoro in provincia di Belluno nel mese considerato. Sono anche ricercati 170 tecnici, distribuiti in diversi ambiti (ingegneristico, commerciale, tecnici della salute), per i quali affiora, da parte delle imprese, un’esplicita domanda di candidati in possesso del diploma d’istruzione tecnologica superiore (ITS).
I titoli di studio più richiesti restano il diploma di scuola superiore e la qualifica professionale: ciascuno di questi livelli di istruzione assorbe il 27% delle entrate previste in agosto in provincia di Belluno. Per il diploma di scuola superiore sono richiesti in prevalenza tecnici commerciali, diplomati quinquennali a indirizzo sociosanitario, diplomati quinquennali a indirizzo produzione industriale; mentre per la qualifica professionale spiccano gli indirizzi meccanico, ristorazione e servizi di promozione e accoglienza.
La domanda di laureati è pari all’11,4% delle assunzioni previste ad agosto. Lauree più richieste: economia e quelle legate all’insegnamento, che tra luglio e agosto affiorano in modo ricorrente ai primi posti nei dati Excelsior, in conseguenza dei reclutamenti programmati dalle scuole private per l’avvio del nuovo anno scolastico (Excelsior non monitora invece la domanda di insegnanti nella scuola pubblica). Il bacino residuale della scuola dell’obbligo (35% delle entrate previste) va inteso riferito a mestieri dove conta prevalentemente l’esperienza.
LE PROSPETTIVE
Per il trimestre agosto-ottobre 2023 le entrate programmate dalle aziende bellunesi sono 5.190 (120 in meno rispetto alle previsioni rilevate un anno fa). Se trovassero conferma queste previsioni, si tratterebbe di un rallentamento del 2,2% delle assunzioni, ma tutto generato dai servizi, mentre nell’industria sembra si possa parlare di tenuta dei livelli occupazionali. In effetti, l’industria meccanica, nel trimestre in esame, ha programmato oltre 1.000 assunzioni (un po’ di più dello scorso anno); all’opposto il turismo, che pur programmando 960 assunzioni si posiziona su livelli un po’ più prudenti rispetto alle indicazioni fornite lo scorso anno.
L’ANALISI
«Nell’orizzonte di breve, il bollettino Excelsior-Unioncamere evidenzia gli annosi problemi che incontrano le imprese nel reclutamento del personale: ormai una figura su due è introvabile. Soprattutto operai specializzati» analizza il presidente della Camera di Commercio, Mario Pozza. «Sul tema del mismatching occupazionale stiamo cooperando con Veneto Lavoro per realizzare un’analisi multidimensionale del fenomeno. Serve riallineare domanda e offerta, ma dobbiamo trovare una quadra in modo intelligente, lavorando di fino tra strategie di attrazione e ritenzione talenti da parte delle imprese, da un lato, e aspettative dei giovani sul lavoro, dall’altro. Altrimenti non se ne esce. Dobbiamo fare capire che in certi mestieri, anche artigiani, i giovani che hanno voglia di mettersi a cimento possono trovare notevoli soddisfazioni personali. Dobbiamo anche far capire che molti lavori, grazie alle tecnologie, sono cambiati. Infine, noi tutti imprenditori dobbiamo agire sulla cultura aziendale per favorire questi processi d’integrazione e di scambio con i giovani».





