«Neurologia a rischio chiusura e la Regione non dà risposte»

«Neurologia a rischio chiusura e la Regione non dà risposte»

«La vostra unica risposta è che state spostando medici da un’azienda sanitaria all’altra. Precarie toppe, perché non siete riusciti a trovare personale necessario per garantire l’apertura e il funzionamento di un reparto critico come quello di Neurologia a Belluno e Feltre. Una risposta che i pazienti del nostro territorio montano più fragile e complicato non avrebbero mai voluto sentire». Lo ha detto durante la seduta del Consiglio regionale, rivolta ai banchi della giunta, Elena Ostanel, consigliera regionale del gruppo Il Veneto che Vogliamo. 

«La risposta della giunta – attacca Ostanel – contiene un passaggio sconfortante. Il documento preparato dalla struttura dell’assessore Lanzarin dice testualmente “Attualmente risultano operativi sette neurologi, compresi i due direttori di Uoc. Vista l’evidente carenza di personale, sono state avviate da tempo le attività di reclutamento tramite Azienda Zero, ma nonostante i numerosi concorsi a tempo indeterminato e gli avvisi a tempo determinato, non si è riusciti a reclutare personale medico”. Una dichiarazione che equivale a una resa. Significa accettare il fatto che la sanità pubblica stia diventando un’eterna coperta corta e che a pagarne le conseguenze siano inevitabilmente i cittadini. L’idea di coprire i buchi di organico della Neurologia dell’Ulss 1 Dolomiti con del personale “gettonista” in convenzione con altre Ulss non è accettabile. Soprattutto dai cittadini del bellunese. Come Gloria Pocchiesa Marian, cui ho inviato il testo della Giunta in tempo reale, confrontandomi con lei sulla questione, come faccio da tempo».

«Quando ti arriva una diagnosi di questo tipo ti senti perso, sei solo, vaghi nel nulla sperando di sopravvivere. Ciascuno poi ha in sé una forza che può aiutarlo ad affrontare la situazione, ma se poi non puoi affidarti a chi sa come aiutarti – spiega Gloria Pocchiesa Marian, subendo di persona le gravi carenze dei reparti bellunesi – la cosa diventa ancora più complessa e il recupero, già difficile di per sé, sembra un miraggio». 

«Nel Bellunese, viste le notevoli difficoltà logistiche – dice ancora la malata di Sclerosi multipla che ha raccolto le 44mila firme della petizione contro la chiusura di Neurologia – abbiamo bisogno di costanza organizzativa e di personale competente, in grado di affrontare le situazioni di emergenza». 

Conclude con preoccupazione Ostanel: «Cosa succederà – e lo chiedo all’assessore Lanzarin, che ha firmato questo risposta che non risponde e che non risolve – quando un paziente avrà necessità di accedere a una delle due sedi del reparto, di notte, e il convenzionamento in quel caso non avrà garantito la presenza di un medico di guardia? Perché questo documento della Giunta, questa non-risposta sul reale destino di Neurologia nell’Ulss 1, evita accuratamente di rispondere alla più cruciale delle domande che Gloria Pocchiesa Marian ha rivolto a Dal Ben qualche tempo fa: “Se è una colpa essere malati e se i bellunesi sono, per caso, malati diversi dagli altri”». 

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