A poche ore dal primo corteo in terra bellunese della comunità Lgbtq+, non si spengono le polemiche sulla mancata adesione al Manifesto Pride da parte di alcuni Comuni. È il segretario provinciale di Azione a rinfocolare la discussione, prendendo come esempio il caso del liceo Renier dove è stata recentemente riconosciuta la possibilità della “carriera alias”, vale a dire quel profilo burocratico, alternativo e temporaneo, riservato agli studenti transgender. Un nome scelto viene a sostituire il nome anagrafico, quello scritto nei documenti ufficiali e dato alla nascita in base al sesso biologico (la procedura non ha comunque alcun valore legale al di fuori della scuola).
«Mi sento di rivolgere un semplice e definitivo invito ai sindaci delle due principali città della nostra provincia, Belluno e Feltre» scrive in una nota il segretario di Azione, Andrea De Bortoli (in foto). «Premesso che in queste settimane hanno cercato entrambi con stili diversi di smarcarsi dai contenuti promossi dalla manifestazione vorrei suggerire loro di togliersi dall’impiccio e sciogliere le commissioni pari opportunità, assumendosi la piena responsabilità di ogni azione prenderanno su questi temi nel prosieguo del loro mandato. Un invito fatto tutt’altro che a cuor leggero, ma inevitabile per uscire da un’ipocrisia che finisce per discriminare e andare contro lo spirito con cui erano nate queste commissioni.
Per fortuna giungono dai territori testimonianze positive e coraggiose, come la scelta dell’Istituto Renier di introdurre per primi la carriera alias. Un gesto di grandissima sensibilità che dimostra la grande quanto necessaria apertura mentale del Consiglio di istituto, che ha cuore le condizioni di difficoltà e in alcuni casi disagio che possono vivere i propri studenti. Per fortuna ci sono dirigenti scolastici a cui guardare con rinnovata fiducia. Bene che oggi anche Confindustria Belluno Dolomiti abbia voluto prendere una posizione netta, ricordando a tutti che “le nostre montagne non devono essere viste come un luogo chiuso ma come uno spazio aperto, dove dare qualità alle relazioni e ai vissuti di ciascuno”. Prendesse nota chi di dovere, perché chi crede nei valori della libertà non smetterà di far sentire la propria voce contro ogni forma di discriminazione».





